“Salto a Firenze drastico e improvviso, ma che campioni Mutu, Gilardino e Frey. Poi però ho perso anni di carriera e…”

In una lunga intervista al canale YouTube ‘Pro Football Podcast’, l’ex difensore della Fiorentina Felipe Dal Bello è tornato sull’esperienza in viola, partendo dall’approdo a Firenze per poi spaziare nel racconto dell’avventura in maglia gigliata.
‘Non avrei mai voluto lasciare Udine a gennaio, ma…’
“La realtà è stato praticamente obbligato ad andare via da Udine. È arrivata la Fiorentina, che ha chiesto di me, e avendo sempre considerato Udine una casa e una famiglia, dissi subito che se l’Udinese era d’accordo allora mi andava bene, altrimenti sarei rimasto. Avevo sempre detto a me stesso che se fossi andato via l’avrei fatto a fine anno e non durante il mercato invernale, mi sembrava un po’ forzato. L’Udinese inizialmente aveva bloccato la mia cessione, perché doveva partire un altro calciatore, poi però ho smesso di giocare e passavano le partite, quindi ho scelto di andare via, anche se non è stato facile”.
‘Mi accorsi subito del fuorigioco di Klose’
“Firenze? Un ambiente bellissimo ed un gruppo importante con giocatori top: Mutu, Gilardino, Frey, Dainelli, Marchionni, Montolivo, era uno squadrone e mi sono trovato molto bene, ma è stato un cambio drastico, brusco, improvviso che mi ha un po’ condizionato. Poco dopo il mio arrivo giocammo un’amichevole davanti a tantissimi tifosi. Il passaggio da un ambiente come quello di Udine ad una piazza come Firenze fu enorme… facile a dire ‘guadagnano milioni, sono dei privilegiati’… la realtà è che ero ancora giovane. Giocai la Champions, uscimmo col Bayern Monaco con quel gol in fuorigioco di Klose, durante il quale ero in campo e me ne accorsi subito. Quel Bayern era una squadra piena di campioni”.
“Quello che mi è stato detto quando sono arrivato a Firenze non è stato mantenuto e mi sono un po’ chiuso nel mio guscio. Sono uno che dà più peso alle strette di mano che ai contratti. Dopo essermi confrontato con la società ho quindi scelto di andare in prestito a Cesena, perché stavo perdendo l’occasione di giocare: ho perso anni della mia carriera. Poi sono andato in prestito a Siena e poi passai al Parma”.


