Sadotti a FN: "La prima squadra è un altro mondo. Stanno facendo di tutto per uscire da questa situazione, Vanoli è un grande mister. Contento della mia stagione, bellissimo giocare in Europa"
Il difensore della Fiorentina Edoardo Sadotti è intervenuto in esclusiva su Fiorentinanews.com, accennando anche alle recenti esperienze con la prima squadra.
Contro il Como, in Coppa Italia, è arrivata la prima convocazione in prima squadra. Poco dopo hai fatto anche la tua prima trasferta con la Fiorentina, a Bialystok. Emozioni e sensazioni?
“È un altro mondo. Ti fanno sentire giocatore, ti senti forte. Ma soprattutto ti godi il momento lì per lì, perché per me era come realizzare un sogno, anche se era solo una convocazione. Per me è stato come entrare in un nuovo mondo, fantastico”.
Dato che ti sei abituato all’ambiente dello spogliatoio dei grandi, come vedi la squadra in questi mesi di ripresa in lotta salvezza dopo l’inizio shock? L’aria è effettivamente migliorata?
“Anche stamattina mi sono allenato insieme a loro, posso dire che la squadra lavora benissimo. Tutti sono focalizzati su quello che devono fare. Mister Vanoli è un grande allenatore secondo me. Stanno facendo di tutto per uscire da questa situazione”.
Ci sono delle personalità che ti hanno colpito, in particolare?
“Un po’ tutti, perché è un grande gruppo di professionisti. Te ne accorgi solo allenandoti con loro: anche se sono persone arrivate da anni ad alti livelli, danno il massimo tutti i giorni per migliorare”.
Negli ultimi anni della tua crescita, le soddisfazioni non sono mancate: sei vice-capitano in Primavera e hai indossato la fascia di capitano in Youth League. Che esperienza è stata giocare oltreconfine con il club?
“Per me giocare in campo europeo non è stata una cosa nuovissima, perché comunque ho fatto la trafila della Nazionale fin dall’Under 15. Però giocare in Europa con la Fiorentina è stata un’emozione unica, anche perché era la prima volta nella storia della Primavera viola. In particolare, vestire la fascia di capitano è stato un onore immenso”.
In vista della fine, come prima stagione da titolare in Primavera in pianta stabile, è un bilancio niente male…
“Sono contento perché sicuramente mi serviva continuità e quest’anno sono riuscito a trovarla. Sono felice del campionato che sto facendo finora. Chiaramente, adesso, fare bene il rush finale vorrebbe dire tanto”.
Come e su cosa hai dovuto lavorare per dare continuità a un rendimento così alto?
“Ho dovuto lavorare tanto da un punto di vista fisico, di recupero delle energie. Magari, in quell’aspetto, vado un po’ in affanno oppure riesco a recuperare poco perché mi piace sempre allenarmi tanto, però a volte allenarsi troppo è sbagliato. Ci vuole sempre un buon rapporto”.



