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Marco Bucciantini

Questo pomeriggio il giornalista di SkySport Marco Bucciantini, protagonista di un collegamento su Radio Bruno, ha avuto modo di commentare alcuni dei temi piu caldi in casa Fiorentina.

“Quello appena concluso è stato un mercato particolare per la Fiorentina, enorme mi verrebbe da dire. Quella che sembrava una battuta, ovvero cambiare tutto rispetto alla scorsa stagione, alla fine però ci si è andati vicino a farlo: ma sapevamo da subito che la missione della società e di Paratici era quella di iniziare da subito. E via via che arrivavano giocatori è cresciuto l'entusiasmo, abbiamo visto i giocatori che sono arrivati nella prima parte del mercato: Atta, Oulai e Valdepenas secondo me sono giocatori persino lussuosi per la Serie A”.

“Gli arrivi in casa viola alzano notevolmente il livello”

Ha anche aggiunto: “Quest'estate sono arrivati giovani e forti, che hanno già esperienza e danno l'idea di essere già fortissimi nei loro ruoli. E' stato un mercato che da tanti anni i tifosi viola volevano vivere, abbiamo scelto di puntare su giocatori promettenti che erano seguiti anche dai top club europei. Poi sono arrivati anche altri giocatori per completare la rosa e l'affare Kean che ha rovinato la parte finale del mercato e reso piu complicato gli ultimi giorni”.

“Non è mai semplice trovare il centravanti giusto"

Ha anche aggiunto: “Va ammesso che la Fiorentina aveva il centravanti piu forte in circolazione in Serie A. Beto e Pellegrino sono della riserva che avevi lo scorso anno, però cederlo è stata una scelta che è diventata necessaria a fine campionato, e che la Fiorentina ha voluto fare a tutti i costi. Sappiamo però che trovare il centravanti giusto non è facile, il Milan è due stagioni che non riesce a trovare il profilo ideale: ha giocato due anni senza. La Juventus dio Vlahovic è impazzita per trovarne uno, e non dimentichiamoci che siamo stati 3 anni e mezzo a cercarne uno anche noi. Assieme agli esterni d'attacco sono diventati una merce rara”.

“La personalità è qualcosa che non si compra”

Ha poi concluso parlando di personalità: “Guardiamo il Como: a centrocampo gioca con Perrone e Da Cunha, mentre in difesa con ragazzi poco sopra i 20 anni. E' il sistema di gioco che esalta la squadra e permette di esaltarti in campo, non servono le figurine. E' vero che nel loro caso la grande leadership è in mano all'allenatore, che con il suo lavoro sul campo si è conquistato la disponibilità dei suoi giocatori. Mi auguro che a Firenze i nuovi arrivati, almeno un paio, giochino un paio di partite nel nuovo stadio, costruendo una loro biografia nella storia di Firenze. Questo aiuterebbe anche poi nello spogliatoio, sarebbe una cosa naturale”

 


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