Estorsione a Fagioli, nuovi dettagli: spuntano gli screenshot e altri indagati
Emergono ulteriori sviluppi nell’inchiesta romana sulla presunta estorsione ai danni di Nicolò Fagioli. Dopo la notizia emersa ieri sul coinvolgimento del cantante e dj Ludwig, oggi La Gazzetta dello Sport ricostruisce nuovi particolari dell’indagine, soffermandosi sulle presunte prove che sarebbero state utilizzate per fare pressione sul centrocampista viola e sugli accertamenti economici ancora in corso.
Gli screenshot e le pressioni su Fagioli
Il nome di Ludwig, all’anagrafe Ludovico Franchitti, sarebbe già comparso nelle conversazioni del 2023 legate alla vicenda. In quel periodo il cantante avrebbe esercitato forti pressioni su Fagioli, sostenendo di essere in possesso di alcuni screenshot relativi alle presunte scommesse del calciatore sui falli laterali. Si tratta di materiale che, come sottolinea la Gazzetta, è ancora al vaglio degli inquirenti e la cui effettiva rilevanza dovrà essere verificata. Secondo la ricostruzione investigativa, il centrocampista sarebbe stato costretto a consegnare 40 mila euro sotto la minaccia di conseguenze sulla propria carriera. Il giocatore avrebbe accumulato debiti superiori ai due milioni di euro attraverso il circuito delle scommesse illegali.
Altri indagati e i movimenti dei 40 mila euro
L’inchiesta coinvolge anche altre figure oltre a Franchitti. Tra i nomi riportati dal quotidiano figurano Andrea Petrini, indagato per l’ipotesi di organizzazione abusiva di scommesse, e Luca Gerilli, ex direttore sportivo dell’Ancona, al quale viene contestata la presunta estorsione aggravata. Nell’indagine compare inoltre un dipendente di un’agenzia di scommesse, che avrebbe già respinto ogni accusa. La posizione di Fabio Capretti, titolare della Rainbow Luxury, riguarda invece una presunta ipotesi di autoriciclaggio. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe effettuato operazioni commerciali per reimpiegare i 40 mila euro riconducibili alla presunta estorsione. Gli investigatori stanno ora analizzando i movimenti bancari e il contenuto dei dispositivi elettronici sequestrati, con l’obiettivo di ricostruire i trasferimenti di denaro e i rapporti tra le persone coinvolte. Fagioli, in questo filone dell’indagine, risulta per la prima volta parte offesa.



