Ferrara: "Un collega bianconero mi salutò col gesto dell'ombrello al gol di Del Piero. Su quello di Rossi... gli sorrisi"
Spazio stavolta dedicato al Centenario e a un ricordo personale da parte di Benedetto Ferrara, nella sua rubrica Rock & Gol su La Nazione:
"Oggi la Fiorentina compie 100 anni. Oggi voglio raccontarvi in prima persona una piccola storiella. Userò l’io narrante non per presunzione ma perché è una vicenda personale, anche abbastanza buffa, nel suo genere. D’altra parte i giorni speciali sono alimentati anche dai ricordi.
‘Del Piero segna un gol incredibile’
Allora, dicembre 1994. Stadio Delle Alpi, monumento malinconico di Italia ‘90. La Fiorentina sfida la Juve. E segna due gol. Non sembra vero. E, infatti, non lo è. Prima la Juventus pareggia, quindi, a un minuto dal novantesimo, Del Piero segna quello che forse resta il suo gol più bello di sempre: un colpo al volo da restarci secchi. Tifosi in festa, e un bel po’ di giornalisti schierati anche. Mentre i cori e gli applausi sotterrano le mie illusioni mi giro alla mia sinistra e poco più in là vedo un collega armato di sorrisetto maligno, quello che precede un gesto non esattamente figlio del fair play. Per capirci: ricordate la mitica Valeria Cecchi Gori che in tribuna d’onore non resistette a usare le due braccia per esibirsi non una certa classe in quello che definiamo “il gesto dell’ombrello”? Beh, quello del collega è rivolto proprio a me. Faccio finta di niente. Sono troppo abbacchiato.
La vendetta
Passano 19 anni. E così arriva l’ottobre del 2013. Giorno venti, per l’esattezza. La sfida con la Juve è sempre la solita storia, almeno dal punto di vista emotivo. Comunque quel giorno molti di voi se lo ricorderanno bene. Ok, sotto due a zero e come se non bastasse Tevez e Pogba che bestemmiano in chiesa facendo il gesto della mitraglia di Batigol. E poi… poi Pepito e Joaquin ribaltano lo stadio addosso ad Antonio Conte e ai suoi. Siamo tutti impazziti. La voce non basta per gridare la felicità. Altro che cinema. Il paradiso terrestre deve essere così.
Beh, mentre abbraccio a caso colleghi e gente che passa di lì, scorgo con la coda dell’occhio il famoso collega del Delle Alpi. E in quel momento, in automatico, visualizzo nella mente la signora Valeria. Per un attimo sento un braccio che si solleva e l’altro pronto a portare in fondo la sua missione. Pausa. Riflessione. Pausa. Che faccio? Niente. Gli sorrido. Abbiamo già vinto così. Buon compleanno amore mio".



