Vanoli ha deciso: Beto vice di Pellegrino. Ma l'ex Udinese sa come reggere la concorrenza
Segnali di crescita, finalmente, in casa Fiorentina. Nelle ultime 2 partite sono arrivati 4 punti, che risollevano un po' la classifica dei viola. Risultati non casuali, frutto di prestazioni migliori rispetto alle precedenti e anche di una maggior continuità di formazione. In attacco, per esempio, le gerarchie ormai sembrano essere chiare: Mateo Pellegrino è il centravanti titolare e Beto è la sua alternativa.
L'alternanza iniziale non dava i suoi frutti
Paolo Vanoli è arrivato a questa scelta gradualmente dopo mesi di indecisione quale fosse la prima punta su cui puntare con maggior decisione. Da quando è tornato a Firenze, infatti, nelle prime settimane ha gestito Pellegrino e Beto in modo sostanzialmente scientifico: una partita giocava uno e l'altro entrava a 25/30 minuti dalla fine e in quella successiva accadeva l'esatto contrario. I risultati sono stati deludenti, sia a livello di squadra che in termini di fatturato dei 2 bomber: 2 gol di Pellegrino (contro Venezia e Pisa) e 0 di Beto. A partire dal match contro il Como, Vanoli ha virato decisamente sull'ex Parma facendo entrare il compagno di reparto solo nei finali di gara. Pellegrino ha ripagato con il gol del momentaneo 1-1 contro il Sassuolo e la Fiorentina, più uniforma a livello di scelte di formazione, ha iniziato a fare risultati. La sensazione è che quindi Vanoli continuerà su questa strada.
La concorrenza non spaventa Beto
Beto dunque, al momento, è chiamato ad "inseguire" Pellegrino. Una situazione difficile ma allo stesso tempo stimolante, per un attaccante abituato in carriera a non essere il padrone assoluto del reparto. All'Everton ha dovuto battagliare per un posto da titolare prima con Dominic Calvert-Lewin e poi con Thierno Barry, riuscendo a giocare con una certa costanza e a segnare 25 gol in 3 anni tra tutte le competizioni. All'Udinese, dove ha vissuto le sue stagioni migliori sul piano realizzativo, il primo anno ha giocato da titolare fisso mentre il secondo è stato insidiato maggiormente da Gerard Deulofeu e Isaac Success non diminuendo comunque le sue medie realizzative. Insomma: a Firenze di certo ancora non è un idolo, ma la carriera di Beto induce a credere che riuscirà a rendersi utile non soffrendo la concorrenza di un compagno di reparto in questo momento avanti a lui nelle gerarchie.



