La Fiorentina che sta nascendo, in campo e in società. Un dirigente che possa riavvicinare il club a Firenze

E’ chiaro che sta nascendo già, sia pur tra tante difficoltà generate dalla posizione in classifica, la Fiorentina del futuro, con scelte già in gran parte fatte, se sarà ancora Serie A come speriamo tutti.
La squadra
Una Fiorentina che dovrà sciogliere il nodo De Gea (rimarrà o no?) in porta, che ripartirà da Dodô. Poi c’è il centrocampo che vedrà ancora protagonista Fagioli, mentre sugli esterni potrebbe andarsene Gosens. Solomon invece rimarrà (così come Brescianini, piaciuto tanto a tutti) e dai suoi piedi nascerà comunque una Fiorentina diversa. Bye bye ad Harrison. Si giocherà di più sugli esterni, si cercherà di arrivare in maniera diversa al gol. E poi c’è l’attacco, con il rebus Kean che potrebbe rimanere se non arrivassero offerte clamorose, visto il contratto stellare firmato da poco, o qualcuno non decidesse di pagare la clausola da 62 milioni che sarà valida dal 1 al 15 luglio, e la situazione non facile di Piccoli e Gudmundsson. Entrambi pagati tanto, entrambi in grande difficoltà in questo periodo fiorentino. Il primo potrebbe anche riprovarci, sul secondo la sensazione è che a meno di un finale di stagioni da applausi si andrà verso la separazione.

Paratici e l'allenatore
Chiaro, tante di queste scelte e di queste decisioni dipenderanno dall’allenatore che arriverà, ma sicuramente la vera impronta la darà Paratici che sta già scegliendo tecnico e futuro in queste settimane decisive. Conta il campo, in questa stagione più di sempre, ma conta anche programmare bene in futuro. E il futuro, da sempre nel calcio, porta i nomi di due mesi: marzo e aprile.
Una nuova figura dirigenziale?
Sarà curioso capire se qualcosa cambierà anche in società. Da giorni è tornata forte la voce dell'inserimento di un dirigente nell’organico che porti un po’ di Firenze e di senso di appartenenza. Vedremo se sarà così, noi tifiamo per questa soluzione: riavvicinare la Fiorentina a Firenze sarebbe intanto una mossa da fare, a prescindere da tutto e tutti. Prima però c’è da battere il Verona. Il futuro passa soprattutto dal prossimo weekend.



