I giovani e le strategie che ha senso aspettare, le storielle che non aveva più senso tollerare. La 'linea Viery' è il vestito adatto alla Fiorentina
Potrebbe esserci un pre e un post Paratici nella storia della gestione Commisso a Firenze, un pre e un post che coincide anche con la scomparsa prematura dei principali uomini di comando della Fiorentina, costretta a riorganizzarsi diversamente da quanto impostato fin dalle prime battute. Che il calcio fosse una questione di famiglia, nella più totalizzante delle sue forme, si era capito quasi subito ma da lì a quanto è stato messo in atto, potevano esserci accortezze (e soddisfazioni) migliori.
C'è ancora tempo per chiedere pazienza?
La famosa pazienza invocata fin dal 2019, il “dateci tempo” poi scarsamente corrisposto in termini di crescita tecnica ma anche di risultati (salvo per chi ormai vedeva nei percorsi ai bordi dell'Europa del calcio, il proprio El Dorado). Un percorso di costruzione e decostruzione sistematica, basato su dinamiche obsolete e sul self made, piuttosto che sulla ricerca dei top del settore. Una pazienza difficile da concedere se c'era da aspettare che Cabral diventasse Vlahovic o che Beppe Iachini fosse il nuovo Ferguson, tante per citarne un paio.
Nuovo Cinema Paratici
L'avvento di Paratici promette qualcosa di diverso, di più attuale e connesso con il calcio del 2026, almeno nelle intenzioni e le prime mosse sono una bella ventata d'aria fresca: figure nuove a riempire un organigramma ridotto all'osso e una ricerca di profili sì giovani ma anche funzionali a livello tattico. Per ora siamo all'inizio incoraggiante, alle mosse che stimolano la curiosità e non la noia Pradeiana, alla linea che può meritare quel tempo d'attesa invocato: la linea Viery (o Koleosho), l'unica che può vestire una Fiorentina in totale ricostruzione.



