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Le buone prestazioni messe a segno con la maglia della Nazionale, condite anche da un gol contro la Turchia, hanno riacceso il dibattito negli ambienti viola sulla cessione di Micheal Kayode, ormai risalente a quasi due stagioni fa.

Fatti e antefatti

Dopo sei mesi da riserva di Dodo, la Fiorentina decise di cedere a gennaio 2025 Kayode al Brentford per circa 17 milioni di euro, oltre ad una percentuale sulla futura rivendita. In panchina sedeva Raffaele Palladino, che decise di puntare tutto su Dodo, in scadenza di contratto nel 2027. 

Una domanda che nasce spontanea

Aldilà della scelta di cedere Kayode, poi rivelatasi non propriamente azzeccata ma comunque sensata se l'intenzione era quella di puntare sul terzino brasiliano, una domanda sorge spontanea: perché è stato deciso di cedere il classe 2004 senza avere in tasca il rinnovo del contratto di Dodo? Se, legittimamente, la Fiorentina aveva scelto di puntare sull'ex Shakhtar e di sacrificare il talento italiano, logica avrebbe voluto di allungare il contratto del brasiliano per evitare ciò che sta puntualmente accadendo dopo circa un anno e mezzo, ossia un addio a parametro zero sempre più vicino. 

Un errore isolato? Magari!

Quello della vicenda Kayode-Dodo è soltanto uno dei tanti errori di progettazione fatti negli ultimi anni dalla Viola forse secondo solamente alla scelta Torreira-Amrabat, con l'ex Arsenal non riscattato per costruire il centrocampo sul marocchino, il quale sarebbe stato ceduto solamente l'estate successiva (alla faccia della progettualità!)


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