Benedetto Ferrara: "Paratici e l'astuto Ferrari verso New York per conoscere la paghetta. Basta umiliazioni da incompetenza"
Su La Nazione si legge il pensiero di Benedetto Ferrara sul futuro della Fiorentina, che in queste ore è alle prese con la scelta del nuovo allenatore.
Contestazione e Vanoli
“Beh, alla fine la contestazione è stata roba soft. E, diciamoci la verità, l’atteggiamento del tifo era l’unico motivo di interesse di una sfida che valeva solo in quanto fine di un supplizio. Vabbè, è finita. E da tutto questo fango esistenziale l’unico a uscirne bene è il signor Paolo Vanoli, il solo a dannarsi l’anima per salvare dal tracollo un gruppo di improbabili. […] Ha sofferto, incassato colpi, preso su di sé responsabilità e tensioni. Insomma, bravo Vanoli: allenatore umano fino alle lacrime. Un rocker alle prese con un’orchestrina di liscio di periferia. Questa è la storia".
Il futuro
“Adesso bisogna guardare avanti. Ma prima di spendere inutilmente nomi a caso sul prossimo uomo panchina — Vanoli compreso — serve avere chiara in testa l’idea di ciò che si vuole fare di questa Fiorentina, soggetto smarrito del già povero calcio italiano. Questo compito spetterà a Fabio Paratici, diesse sicuramente bravo, furbo e molto ambizioso. Lui e l’intoccabile e astuto dg voleranno nel New Jersey per conoscere l’entità della paghetta. A casa della signora Catherine e del figlio Giuseppe B., i due parleranno di soldi, investimenti, euro che devono rientrare ed euro che potranno uscire. Ma soprattutto discuteranno di ciò che si dovrà fare per ridare un senso a una squadra stordita e umiliata da troppa incompetenza”.
L'idea di Paratici
“Paratici avrà un’idea, quella che lui stesso ha riassunto nel concetto di “dimensione internazionale”: concetto un po’ vago, ma traducibile nell’idea di un calcio europeo, qualcosa che ridia entusiasmo ai tifosi e restituisca al popolo viola spettacolo, originalità e ambizione, riportando in breve tempo la squadra a lottare nelle zone della classifica che contano davvero. […] La Fiorentina non può essere una squadra banale, ovvia, mediocre. La Fiorentina deve essere unica come il suo skyline. La speranza è che al Viola Park lo abbiano capito".


