Una Supercoppa che di “super” non ha veramente nulla. Trasferta infinita, Lazio e Fiorentina “con poco appeal”, date cambiate ogni 5 minuti... Ma che roba è?

Duccio Zambelli  | 

Ma che roba è? Qualcuno se lo sarà pur chiesto seguendo le infinite vicende che hanno interessato la prima Supercoppa Italiana che si giocherà con la formula delle final four e che vedrà coinvolte Inter, Napoli, Lazio e Fiorentina. Una prima edizione che, se inizia così, promette veramente poco bene. 

A far discutere era stata già qualche settimana fa la conferma del luogo nel quale si svolgerà la competizione, cioè l’Arabia Saudita. A partire all’attacco era stato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il quale si era detto contrario alla trasferta per motivi legati principalmente alla (non vicinissima) guerra in Palestina. Del resto, però, la Lega Serie A ha firmato un contratto con gli emiri che vedrà il trofeo giocarsi in terra araba per questa e per la prossima edizione, oltre che alle due del biennio 2027-2029. Una scelta dettata dai soldi, non potrebbe essere altrimenti, che va a sposare un progetto di sportswashing ormai chiaro a tutti. Puntare sugli sport per riabilitare al meglio l’immagine pulita di un paese non propriamente democratico. 

Al di là dell’aspetto morale della faccenda, però, tanti altri sono stati i punti interrogativi su questa prima edizione della Supercoppa “a quattro”. Il caos delle date in primis. L’Arabia Saudita sta comprando i diritti di moltissimi eventi sportivi e diventa difficile trovare e incastrare al meglio le date giuste per far combaciare il tutto. Anche per questo il calendario della Supercoppa Italiana è stato cambiato ben 3 volte: prima dal 4 all’8 gennaio, poi dal 21 al 25 gennaio, infine dal 17 al 21 gennaio. Senza contare che, se qualcuno avesse voluto seguire la sua squadra del cuore a migliaia di chilometri di distanza da casa fissando i biglietti aerei, probabilmente avrebbe già perso migliaia euro. Ma la scelta di giocare in Arabia, già di per sé, sembra non tener molto conto dei tifosi. Cambiamenti che incidono ovviamente anche sui calendari delle competizioni già in essere e programmate, tanto da suscitare inevitabilmente la reazione dei quattro club coinvolti e ipotecare uno spostamento di sede all’ultimi minuto per fare il tutto in casa. In queste ore le riunioni ai piani alti, per evitare una figuraccia cosmica. 

Il traccheggiare dell’Arabia sui vari spostamenti di date, secondo quanto si legge da qualche giorno, sarebbe dovuto anche al poco appeal che portano alla competizione Fiorentina e Lazio, squadre che si sono qualificate come “seconde” in campionato e in Coppa Italia. Se in Arabia volevano un trofeo tra Inter, Napoli, Milan e Juventus, probabilmente bastava dirlo fin dall’inizio e si poteva trovare un nome più originale a una competizione che, con questi presupposti, ha perso qualsiasi briciolo di competitività, serietà e credibilità. Per squadre impegnate su tre fronti, a metà stagione, un trofeo del genere sembra essere più un impiccio che altro. E se le condizioni sono queste…

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