Mutu: "In un periodo complicato il telefono non squilla mai, è doloroso. Frey uno dei pochi che c'è sempre stato"
Anche rivelazioni personali nella lunga intervista rilasciata dall'ex giocatore viola Adrian Mutu a pochi giorni dalla sfida tra la Fiorentina e la Juventus, altra squadra in cui il romeno ha militato.
Le difficoltà delle squadre
“Vedendo le difficoltà di entrambe, da giocatore cercherei prima di tutto di dare l’esempio. In certe situazioni puoi parlare quanto vuoi, ma i compagni guardano quello che fai in campo. Se corri, se combatti, se ti assumi la responsabilità di una giocata difficile, allora puoi chiedere agli altri di fare lo stesso. Da allenatore invece partirei dalla testa dei giocatori. Quando una formazione attraversa una crisi, spesso il problema non è soltanto tattico, ma anche mentale. I calciatori perdono fiducia, iniziano ad avere paura di sbagliare e diventano meno coraggiosi. Non voglio dare lezioni a Spalletti o Vanoli, perché soltanto chi lavora quotidianamente con un gruppo conosce davvero tutte le dinamiche. Però io cercherei di semplificare alcune cose, ritrovare equilibrio e dare ai ragazzi certezze. E soprattutto ricorderei loro che, quando indossi certe maglie, devi avere il coraggio di prenderti delle responsabilità”.
Amicizie vere e momenti difficili
“Nella mia carriera ho conosciuto tanti calciatori, ma nelle difficoltà capisci davvero chi ti vuole bene. Quando vinci e segni, hai sempre tante persone intorno. Se attraversi un periodo complicato, invece, il telefono squilla molto meno, ed è la cosa più dolorosa. Ho imparato ad apprezzare soprattutto chi mi è rimasto vicino senza chiedere nulla in cambio. Non faccio nomi, ma a volte non servono grandi gesti. Basta una telefonata, un messaggio, qualcuno che ti dice che crede ancora in te. Sono cose che non dimentichi, perché in certi frangenti valgono molto più di un gol. Sébastien Frey è uno dei pochi che c'è sempre stato. Per me è molto più di un ex compagno di squadra. È un amico vero, una persona con cui ho condiviso anni bellissimi, ma anche momenti complicati. Quando passi tanto tempo insieme nello stesso spogliatoio, impari a conoscere il carattere delle persone. Con Sébastien il rapporto è andato oltre il calcio. La cosa più bella del nostro rapporto è che non abbiamo bisogno di sentirci ogni giorno per sapere di poter contare l’uno sull’altro. Ci sono legami che il tempo e la distanza non cambiano. Per me, questa è la vera amicizia”.



