Castellacci: "Grosso leader silenzioso, ecco perché è l'ideale per guidare la Fiorentina"
"Firenze competente e difficile da accontentare"
Lui con Fabio Grosso, e grazie a Fabio Grosso, ci ha vinto un Mondiale nel 2006. Enrico Castellacci oggi lavora per la federazione uzbeka ma per tanti anni è stato il responsabile medico della Nazionale italiana. A La Nazione ha parlato così del quasi neo allenatore della Fiorentina:
"Fabio è sempre stato un tipo semplice, il classico bravo ragazzo. Era un professionista da giocatore e oggi lo è da allenatore. In quel Mondiale fu un eroe particolare perché fu il più decisivo di tutti. Quando Fabio chiese a Lippi come mai avesse scelto proprio lui per calciatore l'ultimo penalty in finale, Marcello rispose: Perché sei l'uomo dell'ultimo minuto. Ed alla fine ebbe ragione.
Mi ha sempre colpito la sua pacatezza, attenzione però: ciò non significa che non avesse carattere. Anzi, ha sempre avuto capacità decisionali. Lo definirei un leader silenzioso: una persona che non alza la voce ma che sa lasciare il segno. Credo che questa sia una qualità fondamentale per guidare una squadra come la Fiorentina.
Firenze piazza difficile? Sono convinto che Fabio affronterà questa avventura con la serenità che lo contraddistingue ma anche con tutta la preparazione che ha acquisito negli anni. Lo vedo come la persona giusta al posto giusto, l'uomo che può risollevare i viola dopo un anno difficile.
Qualità da apprezzare? Il tifoso viola non è semplice perché è molto preparato. Ma il fatto di avere un passato juventino non rappresenterà un problema. Quando Firenze vedrà la serietà e la dedizione, certi aspetti passeranno in secondo piano. Firenze è una piazza che pretende competenza e persone che sappiano lavorare e mi auguro che possano riconoscere in lui tutto questo".



