Ranieri, un ridimensionamento dovuto: meno arroganza ma la stessa 'garra', per tornare ad essere un punto di riferimento

La perdita della fascia da capitano, nella stagione di un calciatore, si configura come un evento canonico che inevitabilmente sposta gli equilibri dello spogliatoio. Cambiano i rapporti, le gerarchie, la fiducia e la percezione di chi si ha di fronte, ed affrontarla nel modo sbagliato è tanto semplice quanto dannoso. Il percorso di Luca Ranieri, al contrario, è impeccabile: paradossalmente, togliendosi la fascia, ha iniziato a comportarsi da capitano vero.
Punto di non ritorno
Sembrava addirittura vicino all’addio a gennaio, dopo un periodo complicato per lui e per la squadra, in un turbinio societario che ha visto la fascia del capitano essere indossata anche da Dzeko nella triste trasferta svizzera di Conference, prima di fare le valigie direzione Gelsenkirchen. Ranieri, ‘sfiduciato’ dai suoi in quanto troppo spesso nervoso e più dannoso che positivo, cede il passo a De Gea, figura senz’altro più di rilievo nel panorama calcistico e con qualche partita in più alle spalle per poter dire la sua: non è certo un’equazione matematica, ma è con lui che arriva la prima vittoria della Fiorentina in campionato, quel 5-1 contro l’Udinese. Sembrava, onestamente, tutto apparecchiato per una convivenza sempre più spinosa tra Ranieri e l’ambiente viola.
Ricominciare da zero
Invece Ranieri accetta senza problemi la decisione di Vanoli, che peraltro gli toglie anche la titolarità. La coppia titolare diventa quella composta da Comuzzo e Pongracic, e il centrale spezzino passa due mesi di campionato in panchina chiuso dai due sopracitati, prima di tornare in campo dal 1’ contro il Como, al Sinigaglia. Riassaggia il campo e si vede subito un Ranieri diverso, meno appariscente, meno esagitato e lontano da quella figura tarantolata che inveiva contro la qualunque al primo inconveniente: di conseguenza, riacquistata la serenità, ne risentono in positivo anche le sue prestazioni e quelle della Fiorentina, che infatti vince per 1-2 in riva al lago. Cinque giorni dopo, sarà sempre lui ad aprire le marcature per la Viola contro lo Jagiellonia in trasferta, indirizzando la gara.
Da qui alla fine
Questo bagno d’umiltà è stato a dir poco strumentale sia per la sua stagione, che lo ha portato sempre più spesso in campo, sia per quella della Fiorentina, che da allora ha perso solo due volte e, in una di queste, Ranieri non è neanche sceso in campo. Complice anche un Comuzzo tra alti e bassi, difficile minarne la presenza in campo: un po’ a sorpresa, quindi, togliere la fascia da capitano a Ranieri è stata una delle notizie migliori per lui e per l’andamento della Fiorentina.



