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Albert Gudmundsson
Foto. Vicario/Fiorentinanews.com

L’estro di Albert Gudmundsson in questa stagione si è visto solo a tratti, ma quando emerge lascia il segno. Emblematico in questo caso è stato il bel gol realizzato contro la Cremonese, frutto di una splendida azione corale della Fiorentina. Un sigillo, quello contro i grigiorossi, che ha messo in luce le sue qualità tecniche e la capacità di incidere nei momenti decisivi.

Un ruolo che non sempre lo valorizza

In un’annata non semplice per la Fiorentina il rendimento offensivo della squadra è stato spesso altalenante e lo stesso Gudmundsson ne ha risentito. Il fantasista viola è stato utilizzato in diverse posizioni, e ultimamente, con Vanoli alla guida tecnica, gioca anche più largo, sacrificando parte della sua incisività. Eppure, le sue caratteristiche lo rendono ideale come seconda punta o trequartista, ruoli in cui può esprimere al meglio creatività e senso del gol. Il suo contributo in termini di lavoro sporco non manca, ma da un giocatore come lui ci si aspettano sempre e soprattutto giocate decisive e gol.

Serve il miglior Gudmundsson

Ora che il numero 10 viola sembra aver ritrovato la condizione, dopo l’infortunio alla caviglia di febbraio, e anche la via del gol, è chiamato a saltare un altro gradino, ovvero incidere anche contro le big. Non è arrivata la chiamata dalla nazionale islandese e quindi può concentrarsi al 100% sulla Fiorentina. Il calendario offre subito un banco di prova importante, come la sfida di stasera contro l’Inter. E in vista delle altre gare complicate in programma in questo finale di stagione dopo la sosta per le Nazionali, la Fiorentina avrà bisogno del miglior Gudmundsson per più aspetti. Continuità, personalità e gol saranno infatti fondamentali da parte sua per fare la differenza per la squadra nel prosieguo del campionato e della Conference League.


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