Calcio italiano ancora troppo povero di squadre B: e la Fiorentina col suo Viola Park? Galloppa aveva suggerito...
Uno dei mille problemi del calcio italiano è la cura del talento e la sua mancata dispersione, trend fin troppo in voga al momento del grande salto, che sia dalla Primavera o dall'Under 21: il fenomeno delle squadre B, o Under 23, è recente, molto tardivo rispetto a quanto fanno in altri paesi. Juventus, Atalanta, Inter e Milan le uniche ad aver messo in pratica il progetto, sfruttando le proprie strutture anche se non necessariamente per disputare le partite ufficiali (l'Atalanta U23 gioca a Caravaggio, Milan Futuro a Solbiate Arno, la Juve Next Gen ad Alessandria).
Qualcosa si è mosso
E qualcosa a livello di produzione si è mosso negli ultimi anni, con diversi ragazzi sottratti al vetusto e non attendibile contesto Primavera (al quale si è pensato bene di alzare anche l'età limite…) per conoscere precocemente il professionismo. Fagioli, per fare un esempio a noi vicino, ha esordito proprio nella Next Gen in Serie C a 18 anni.
E la Fiorentina?
Le idee di base nella costruzione del Viola Park c'era anche la seconda squadra: opzione poi messa da parte di fronte alla complessità nel disputarvi gare ufficiali di un campionato professionistico. Un freno autoimposto piuttosto discutibile, considerato che l'obiettivo sarebbe poi lo sviluppo dei calciatori e non l'ennesima occasione di messa in mostra dell'infrastruttura. Galloppa si era detto favorevole all'idea qualche mese fa, ipotizzando di far giocare in Primavera ragazzi sotto età: gli attuali Under 20 contro i pro e magari gli Under 18 in Primavera, favorendo una precocità nello sviluppo che manca tremendamente in tutto il paese. Gli strumenti la Fiorentina li avrebbe.


