Salviamo il soldato Comuzzo: un patrimonio da tutelare e delle certezze da ritrovare, a Firenze o altrove

In casa Fiorentina quella appena conclusasi non è stata una stagiona facile per nessuno, in primis per i giocatori più giovani, la cui crescita non è certo stata beneficiata dal marasma generale in cui versava la squadra gigliata. L’esempio più lampante è stato Pietro Comuzzo, artefice di una stagione molto difficile sotto più punti di vista
Una stagione difficile
Già nella prima partita, il play-off di ritorno dei preliminari di Conference contro il Polissya, Il giovane friulano incappò in un grossolano errore che spalancò le porte al 2- 0 avversario, facendo venire i consueti “brividi da preliminare” alle migliaia di persone accorse a Reggio Emilia. Errori da matita blu si sono visti per tutta la stagione, come il rigore provocato contro il Napoli, la non marcatura su Vlahovic a Torino (per fortuna in fuorigioco, ma la reazione di Vanoli era tutto un programma!) e l’autogol nell’ultima di campionato contro l’Atalanta.
Un ragazzo abbandonato a sé stesso
A sua discolpa, però, ci sono numerose attenuanti, con in primis l’infezione che ad inizio stagione gli fece perdere buona parte della forma acquisita durante la preparazione. Rilevante poi è stata anche la gestione, che definire scellerata è dir poco, del giovane da parte della Fiorentina in fase di mercato, con Comuzzo pubblicamente accompagnato “alla porta” da Pradè, che già si vedeva in cassa i 35 milioni provenienti dall’Arabia, e una gestione non proprio irreprensibile dell’allenatore Pioli, che lo schierò in campo col giocatore palesemente condizionato dalle voci di mercato. La stagione della squadra non ha poi minimamente aiutato Comuzzo a riprendersi, con Vanoli che, una volta passato alla difesa a 4, spesso e volentieri gli ha preferito il duo Ranieri – Pongracic.
Il momento della verità
La prossima dovrà quindi essere una stagione spartiacque per il giovane gigliato, con la Fiorentina che non può più permettersi mezze misure: o si punta veramente su Comuzzo, facendolo titolare e proteggendolo da critiche ed errori, o lo si cede. Privarsi però definitivamente di un giovane che nella prima metà della passata stagione aveva fatto vedere ottime cose, come testimoniano gli interessi di allenatori come Conte e Inzaghi, sarebbe a mio parere una mossa sbagliata, sia dal punto di vista tecnico che economico: se Fabio Grosso, le cui squadre giocano con la difesa a 4, linea prediletta da Comuzzo, decidesse di non puntare convintamente sul giocatore, perché non fargli ritrovare le certezze di cui ha bisogno con un prestito ad una squadra di medio-bassa classifica di Serie A? In questo modo, al giovane friulano sarebbe data la possibilità di giocare, permettendogli forse anche di ritrovare quell’ “aria pulita” che forse Firenze non è al momento in grado di garantirgli.



