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Paolo Vanoli
Paolo Vanoli. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

I reset, le tabule rasa sono ormai tristemente il pane quotidiano dell'attuale Fiorentina e paiono anche il destino a medio/breve termine del club gigliato, incappato in una delle peggiori stagioni della sua storia. E in questo ennesimo vortice rischia di rimanere coinvolto anche Paolo Vanoli, sui cui meriti o demeriti si discute più o meno quotidianamente ma con l'unico focus orientato sulla salvezza.

Un traguardo che sarebbe degno di nota per il tecnico, che aveva ereditato una situazione drammatica a novembre, ma non certo di celebrazione. Quelle potrebbero arrivare semmai in caso di risultato grosso in Conference. Osservando però poi la situazione da una distanza più ampia, quel che un po' tutti auspicherebbero sarebbe l'aria fresca, da pretendere da e con Paratici. Difficile pensare di farlo trascinandosi dietro i principali protagonisti di quest'annata infausta.

E c'è un precedente piuttosto recente che dovrebbe insegnare a NON ripartire da chi ha condotto in porto la barca. Il precedente Iachini è lì lampeggiante, a segnalare l'alert di pericolo: un allenatore ripartito col destino segnato e durato appena un paio di mesi, perfino per un club che non licenzia(va) mai. Sono passati sei anni e il ricordo è ancora fresco per chi ha la voglia e la capacità di coglierne i punti di contatto. 


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