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Moise Kean
Moise Kean. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Nel suo intervento al Pentasport di Radio Bruno, Ernesto Poesio ha analizzato il momento della Fiorentina soffermandosi sui singoli e sul finale di stagione.

Il primo pensiero è andato a Dodô, fermatosi nell’ultima seduta.

“Speriamo che non ci siano problemi seri”, ha detto, ricordando quanto il brasiliano sia determinante quando è al meglio.

Un passaggio semplice ma centrato: Dodô, per caratteristiche e continuità di spinta, resta uno dei giocatori che più incidono sull’equilibrio della squadra.

Solomon porta imprevedibilità

Poesio si è poi soffermato su Solomon, giocatore che secondo lui può aggiungere qualcosa di diverso alla manovra viola.

“Ha dimostrato di saper saltare l’uomo”, ha spiegato, indicando proprio nell’uno contro uno una qualità che spesso manca alla Fiorentina.

Per il giornalista, il suo contributo può essere importante soprattutto nelle partite bloccate, dove serve un giocatore capace di creare superiorità.

Kean, il messaggio è chiaro: niente divisioni

Il passaggio più netto riguarda Moise Kean.

Poesio lo definisce senza troppi giri di parole il giocatore più forte della Fiorentina, sottolineando come il vero nodo non sia il suo valore, ma la capacità della squadra di metterlo nelle condizioni giuste.

“Quando sta bene fa reparto da solo”, ha detto.

Poi il messaggio più diretto, legato alle voci di mercato e al dibattito tra i tifosi:

“Eviterei di dividersi tra chi vorrebbe cederlo e chi tenerlo”.

L’idea è che l’ambiente debba restare compatto sulla volontà di trattenerlo, lasciando poi al club le decisioni finali.

Gudmundsson e il ballottaggio con Solomon

Spazio anche a Gudmundsson, su cui Poesio mantiene un tono più critico.

Secondo lui, l’islandese rischia concretamente il posto proprio a favore di Solomon, anche alla luce di un rendimento giudicato troppo discontinuo.

Il giudizio è piuttosto diretto:

“È stato molto altalenante”.

Vanoli, crescita sì ma con meno tensione

Sul lavoro di Paolo Vanoli, Poesio riconosce i progressi della squadra e il merito dell’allenatore nella crescita del gruppo.

Allo stesso tempo, però, lancia una riflessione sul piano emotivo.

“Vorrei vederlo meno teso”, ha spiegato, sottolineando come alla squadra serva un clima un po’ più leggero in questo finale.

Secondo lui, proprio la leggerezza mentale può fare la differenza tra campionato e Conference League, dove dai quarti in poi il livello inevitabilmente si alzerà.


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