Così è se mi pare - Per la prima volta nell'era Commisso, i tifosi potranno conoscere le intenzioni della proprietà?
L'obiettivo salvezza è sempre più vicino. Non lo certifica ancora la matematica, ma lo evidenzia il rendimento più recente della squadra. Addirittura, se si considerassero i punti fatti nelle ultime cinque giornate di campionato, la Fiorentina - fa strano dirlo – sarebbe seconda, a pari con l'Inter, dietro alla Juventus. Il problema è che i campionati si valutano nella loro interezza e non a spezzoni.
Quando l'obiettivo salvezza sarà ufficialmente centrato, si proporrà un quesito non di poco conto: qual è o quali sono gli obiettivi della prossima stagione? A quale traguardo aspira Joseph B. Commisso? Chissà se nella sua mente, così distante dalle vicende viola fino alla morte del padre e forse pure dopo, a parte i “coinvolgimenti” di facciata, questa domanda si è fatta strada.
Quali ambizioni?
La Fiorentina del Centenario non giocherà in Europa. Questa è una certezza. E, se l'Europa è rappresentata dalla Conference – a mio avviso – è anche una fortuna. Orfana di impegni internazionali, la società potrà concentrare tutto il proprio potenziale, in campo e fuori, sul Campionato e sulla Coppa Italia. Ma con quali ambizioni? Per la prima volta nella gestione Commisso, i tifosi potranno conoscere le reali intenzioni della proprietà? Paratici dovrà costruire una squadra per la salvezza, per vivacchiare a metà classifica o per puntare a giocare in una delle due coppe europee che contano? E in quale lasso di tempo?
La scelta dell'allenatore
Anche la scelta dell'allenatore dipenderà dall'obiettivo fissato. Ci sono allenatori buoni per non finire in B, altri sui quali si può investire per aprire un ciclo, altri ancora che, per il loro curriculum, indicano la volontà di voler puntare al “bersaglio grosso” da subito.
Si avvicina il momento delle scelte, del coraggio e dell'orgoglio. Incrociamo le dita.



