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Il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha parlato anche in conferenza stampa della sconfitta dei suoi a Genova:

"Nel primo tempo quello che volevamo fare l’abbiamo fatto piano, poi gli errori individuali ci hanno portato sotto di due gol però dobbiamo guardare le cose positive. Rispetto a prima abbiamo avuto un’ottima reazione, dopo il gol dovevamo essere più lucidi a girare la palla, a volte ci facciamo trascinare, siamo una squadra giovane e dobbiamo capire questo.

Quando lavori, lo fai anche in prospettiva futura. Le tre settimane ci sono servite anche per innestare il mio metodo, può essere un motivo ma sarebbe un alibi. Il più è stato l’approccio, i ragazzi dovevano capire la situazione del Genoa, mi prendo la responsabilità anche io su questo. Abbiamo preso questo schiaffo, deve essere di salute perché siamo giovani però dobbiamo ripartire dal secondo tempo. Questa squadra reagisce, ha qualità però non si deve innervosire perché era una partita che potevamo recuperare. C’è un fatto: dobbiamo prendere meno gol.

Non bisogna guardare i singoli, per costruire una mentalità anche l’anno scorso c’è voluto tempo. Bisogna capire gli errori, questa è una squadra giovane, che ha voglia e capisce anche in fretta. Ho detto dopo i primi tre risultati di non illudersi, questo è un basso di approccio però questi ragazzi sono giovani e hanno voglia di fare qualcosa di importante. Ci vuole il suo tempo, devo essere bravo a insegnargli cos’è la mentalità ma non è che la puoi comprare.

Le scelte a centrocampo? Volevo mettere tre centrocampisti puri perché mi aspettavo il Genoa aggressivo. Oulai mi serviva a sinistra però non è stata una questione di tattica ma proprio di approccio, tra primo e secondo tempo ci sono state due Fiorentine diverse.

Njie fuori all’inizio? La partita la prepariamo sui cinque cambi e lui è l’unico in grado di attaccare la profondità. Poi purtroppo la partita è andata in un altro modo ma Gnonto ha fatto una buona partita. Pongracic? Non è mai stata una quarta scelta, è rientrato da un Mondiale, abbiamo parlato, ha fatto fatica e si sperava che rimanesse a lavorare da noi invece è andato in Nazionale ma ha giocato poco. Con me ha giocato tanto l’anno scorso ma posso dire che Viery ha fatto veramente bene quando è entrato. Ho messo lui perché mi permetteva di giocare dentro al campo.

Mastantuono? Ci sono dei giocatori come lui o Oulai che devono capire il calcio italiano, però se non li fai giocare non lo capiscono. Quando li usi, perché giocano? I giocatori cresciuti l’anno scorso l’hanno fatto passando attraverso delle esperienze. Mastantuono è un giocatore importante e quando diventi un giocatore importante devi fare un altro step, sei atteso, devi imparare a gestire il tuo status". 


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