Paratici si trova a dover fare i conti con la realtà. E questo potrebbe rallentare la ripartenza della Fiorentina

Nonostante il campionato non sia ancora terminato, e benché la Fiorentina abbia comunque raggiunto il tanto agognato traguardo della salvezza, le settimane che vengono saranno decisive per la pianificazione della prossima stagione. Ed è qui che entra in campo Fabio Paratici, chiamato questo inverno dalla Fiorentina per ripartire dopo i disastri commessi negli ultimi 12 mesi. La sua reputazione nel mondo del calcio, i traguardi da lui raggiunti negli ultimi anni e la voglia di ripartire in Italia, sembravano il terreno ideale per una ripartenza immediata ma per il momento qualcuno, o meglio qualcosa, sta frenando l’operato del nuovo direttore sportivo gigliato.
Il primo grande “ostacolo” di Paratici
Il primo grande ostacolo da superare per Paratici, ovvero l’individuazione di chi siederà il prossimo anno sulla panchina viola, con il tempo sembra diventare insormontabile. Dopo gli ultimi sviluppi, che coincidono con la crescita delle possibilità che sia lo stesso Vanoli a portare avanti quanto fatto quest’anno, la sensazione è che il nuovo dirigente si stia trovando davanti qualcosa di diverso da quello promesso questo inverno in fase di trattativa, e che la possibilità di gestire il comparto sportivo in prima persona possa essere solo un mero ricordo. E’ vero che non conoscendolo ancora bene ci si possa aspettare di tutto, e che questo stallo possa essere una strategia per raggiungere un determinato profilo, ma è anche vero che la piazza possa interrogarsi su un particolare aspetto da non sottovalutare: Paratici ha davvero carta bianca in Fiorentina? Nel comprendere questo oltre che capire davvero chi sarà il nuovo tecnico, e se il DS porterà qualcuno di sua fiducia o seguirà altre vie, occorrerà capire quale sarà il budget economico a sua disposizione per il mercato estivo. Perché è vero che l’ex Tottenham è chiamato a una vera e propria rivoluzione, ma senza le condizioni idonee difficilmente Paratici potrà fare i miracoli in estate.
Le divergenze sul budget frenano il nuovo direttore sportivo viola
Da fonti interne al club filtra che la proprietà ancora non abbia definito una somma di denaro da poter mettere a disposizione del nuovo direttore sportivo. Una situazione che potrebbe davvero complicare i piani di Paratici. Ma proviamo a metterci nei suoi panni. Come è possibile convincere un allenatore, al di là del nome e della caratura tecnica, a sposare il progetto della Fiorentina senza poter dare garanzie su investimenti e obiettivi stagionali? Se davvero così fosse non ci sarebbe da lamentarsi se gli obiettivi della prossima stagione muteranno col tempo in base a quelle che saranno le decisioni future del club. E così facendo saremmo costretti all’ennesimo anno di transizione, possibilità scongiurata a a più parti dalla tifoseria viola.
La certezza è una soltanto
Per questo, almeno fino a comunicazioni contrarie, è sconsigliato fare previsioni e allusioni su quello che sarà il futuro prossimo della Fiorentina. Il quinto posto, grande obiettivo stagionale di quest’anno, sembra ormai un lontano ricordo: se i presupposti sono questi il prossimo anno sarà decisamente complicato superare le dirette inseguitrici, soprattutto considerando il rilancio sportivo che in estate Bologna, Lazio ed Atalanta dovrebbero compiere. Senza appunto considerare le prime 6 della classe. La certezza per ora sembra essere una soltanto: Paratici continuerà ad essere il DS della Fiorentina. Perché? Il nuovo dirigente dai primi mesi ha iniziato una rivoluzione silenziosa all’interno del club che ha portato, e porterà, a grandi mutamenti interni, con l’ingresso al Viola Park di molti suoi uomini di fiducia. A meno di clamorosi sconvolgimenti, è difficilmente ipotizzabile che il DS adesso molli tutto ad un tratto per iniziare una nuova avventura altrove.



