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Cesare Prandelli
Cesare Prandelli. Foto: Fiorentinanews.com

Intervistato da Intoscana.it, l'ex allenatore della Fiorentina, Cesare Prandelli, ha ricordato l'impresa fatta con la squadra viola nell'anno in cui era partita con 15 punti di penalizzazione, finendo per conquistare l'Europa League: “Si era creata un’alchimia incredibile tra la tifoseria, la squadra e la città, è stata un’annata da ricordare da tanti punti di vista. Ad inizio estate eravamo prima in Serie B, poi in Serie A con diciannove punti di penalizzazione, ai tifosi io ho detto “io rimango”. Però ho posto una domanda ai giocatori: “Voi che fate?”. E mi hanno risposto: “Ci siamo”. Da quel “Ci siamo” ho capito che potevamo farcela”. 

Jorgensen

“Sono sempre molto legato ad un giocatore per me fondamentale come Martin Jorgensen. Quando è rimasto a Firenze, né l’Udinese, né la Fiorentina lo volevano. E’ rimasto per un euro. Io invece ero molto felice, sapevo che poteva essere per noi un jolly e ha fatto cinque anni straordinari, in tutti i ruoli. E’ stato un capitano senza fascia, collaborava con tutti persona eccezionale".

Centenario della squadra

“Dovremmo tutti partecipare - conclude Prandelli - ma tutti. La Fiorentina è dei fiorentini, la Fiorentina è Firenze quindi deve essere una festa di tutti i tifosi viola e di tutte quelle persone che accetteranno di venire. Devono essere orgogliosi di partecipare: io sono orgoglioso di essere stato chiamato e andrò sicuramente a festeggiare”. 


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