De Gea: "C'è stato un momento quest'anno in cui mi sentivo in un incubo. Eravamo morti e Vanoli ci ha riportati in vita. Vi racconto il cambio di capitano"

Il portiere della Fiorentina David De Gea ha parlato a La Gazzetta dello Sport, intervenendo su vari temi di attualità in casa viola: dalla stagione al suo futuro.
Sulla stagione
“Non c’è una spiegazione a questa stagione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. È stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I più giovani hanno patito di più: in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati sotto tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro” .
Sul cambio di passo
“A gennaio sono arrivati nuovi giocatori che ci hanno dato energia, ma va sottolineato il grande lavoro del tecnico. Eravamo spenti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. Anche Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti, sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il direttore generale Ferrari, la società e Goretti, che mi sono stati vicini”.
Sul cambio di capitano
“Vanoli ha parlato con Luca e con me: mi ha detto che, essendo il più esperto, si aspettava molto da me. Io ero pronto, avevo già fatto il capitano allo United. Con Ranieri ho un ottimo rapporto, è molto importante per la squadra: è uno dei capitani”.



