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Paratici Ferrari

Di Juventus-Fiorentina così poco interessanti, così poco sentiti, così poco caricati se ne son visti pochi nella storia viola ma in quantità sempre più crescente negli ultimi anni. Sintomo dello status triste che via via ha consolidato il club gigliato, degli obiettivi sempre più miseri per i quali ha combattuto. E quello di domani rappresenta forse l'apice del disinteresse, non solo per l'"obiettivo" salvezza già centrato.

Otto mesi raccapriccianti 

Al centro dell'attenzione non può e non deve esserci la curiosità per la prestazione dei singoli: i giudizi sui vari componenti di rosa e società sono ormai consolidati perché otto mesi raccapriccianti parlano ben più chiaramente di quanto non faranno le ultime due di campionato. E allora sgombriamo subito il campo da equivoci: anche sei (improbabili?) punti con Juventus e Atalanta non dovrebbero spostare di un millimetro il mirino della ricostruzione.

Nessuna revisione dei giudizi

Le abbiamo già viste le analisi (ci vuole coraggio a chiamarle così…) basate su risultati e partite inattendibili, l'incapacità di contestualizzare e rendersi conto o le scelte a simpatia, tarate su chissà cosa. Abbiamo già visto anche a cosa hanno portato per cui, forse, sarebbe il caso di farla finita. Domani a Torino, Vanoli non dovrebbe giocarsi alcunché rispetto a quanto non si sappia già. Una rete di Piccoli non riabiliterebbe il folle investimento da 27 milioni e così via. Nessun riscatto personale, nessuna revisione dei giudizi: niente di niente. In un mondo normale, le strategie di Paratici dovranno prescindere da quanto si vedrà sul campo da qui al 24 maggio.


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