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Kean Fazzini
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Il fallimentare mercato estivo ha vissuto di ben poche emozioni e di molti personaggi dimenticabili e dimenticati. Tra le numerose operazioni andate in porto, però, ne salta all’occhio una che lascia più amaro in bocca rispetto alle altre.

Dalle promesse alla scomparsa

L’acquisto di Fazzini, prelevato dall’Empoli per 10 milioni di euro, resta infatti avvolto dal mistero: arrivato in pompa magna rivelando il suo amore per il viola, dopo un finale di stagione che lo aveva visto collezionare 4 gol – di cui uno proprio contro la Fiorentina – e 1 assist nelle ultime 6 uscite dell’anno, sembrava potesse essere una valida alternativa a Gudmundsson e un’arma offensiva poliedrica da affidare a Pioli. Le cose col tecnico parmigiano non sono poi andate a buon fine, e il trequartista viareggino ha progressivamente perso terreno, sparendo praticamente nel nulla, partita dopo partita.

Dalla padella alla brace

Arriva Vanoli, e con lui cambia il modulo: piano piano la Fiorentina completa la sua metamorfosi in squadra che predilige il 4-3-3, ma con un centrocampo che prevede un vertice basso ad impostare – ruolo disegnato addosso a Fagioli – e non un terminale offensivo che faccia da collante tra centrocampo e attacco, come invece era previsto nel modulo di Pioli, un 3-4-2-1 simile a quello che Fazzini aveva già interpretato a Empoli. Questo cambio tattico implica un ridimensionamento, nei limiti del possibile, delle mansioni del classe 2003: invece che trequartista, o mezzapunta, adesso agisce come ala offensiva, denotando però una certa fatica nel coprire al meglio quel ruolo, da lui mai svolto in carriera.

Un’altra chance?

Sono state fatte tante scelte sul mercato di gennaio, e la permanenza di Fazzini è quasi sembrata strana agli addetti ai lavori. Non è dato sapere se sarà ancora Vanoli l’allenatore della scorsa stagione e, anche in caso cambiasse, non è dato sapere la filosofia tattica del mister che sarà: non si commetta però l’errore di considerare Fazzini un esubero senza avergli mai dato chance concrete, neanche in una delle peggiori annate della storia della Fiorentina.


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