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Pietro Comuzzo
Pietro Comuzzo. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Il difensore della Fiorentina Pietro Comuzzo ha parlato ai canali ufficiali del club, riferendosi in particolare alla sua vita fuori dal campo: “Da bambino ero molto agitato, cresciuto sempre accanto al mio fratello gemello. Ero vivace, anche a livello calcistico. Crescere in una casa così numerosa è bello, ci sono figure che ti vedono crescere costantemente. Sono molto legato a mio fratello e alle mie sorelle. Siamo sparsi in giro per il mondo ma ci sentiamo molto spesso, è un rapporto unico e sono fiero”.

“Mio padre soffre con me quando guarda le partite. A volte salta gli ultimi minuti”

Sul suo arrivo al calcio: “Mi ha legato tanto con mio padre, che è sempre venuto a vedere le partite. Anche lui ha giocato e ha voluto che facessimo uno sport di squadra per il legame che crei con le altre persone. Lui stesso guarda le partite e a volte soffre con me, a volte salta gli ultimi minuti. Ma mi sta sempre dietro, qualche volta viene anche a Firenze”.

“Mi piaceva stare in porta da bambino. Poi… per fortuna ho fatto il difensore”

Sui suoi inizi ‘da portiere’: “Diciamo che mi piaceva stare in porta, come faceva mio papà. Era lui a farmi i tiri e io che cercavo di parare. Poi l'ho fatto poche volte… Sono finito difensore e diciamo per fortuna. Conosco il ruolo del portiere, mi ha sempre entusiasmato. Mi piaceva tanto”.


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