Un addio figlio di una presa d'atto. "Liquidare gli ultimi mesi come un intermezzo, un torto imperdonabile"
La Fiorentina di Paolo Vanoli non esiste più. Giù il sipario, si chiude così un'era che è durata poco, giusto qualche mese. Il tecnico però esce con l'onore delle armi, con il rispetto guadagnato da parte della tifoseria gigliata e soprattutto con una salvezza, che sembrava davvero difficilissima quando è arrivata, portata a casa.
Un addio che si è consumato senza strappi, scrive stamani in merito La Nazione, ma figlio di una presa d'atto: emergenza finita, comincia la ricostruzione.
“Non è stato un semplice intermezzo”
“Liquidare gli ultimi sei mesi come un semplice intermezzo sarebbe un torto imperdonabile - scrive il giornalista Giampaolo Marchini - Vanoli, entrato in una situazione drammatica, non ha cercato scuse, non si è lamentato di una rosa non costruita da lui, né ha preteso miracoli dal mercato. Si è rimboccato le maniche, ha guardato negli occhi lo spogliatoio e ha iniziato a lavorare sul cemento armato della solidità psicologica”.
“La città non dimentica chi sputa sangue”
Le strade si separano, ma la riconoscenza nei suoi confronti resta intatta. “La città non dimentica chi 'sputa sangue' per i suoi colori” è la conclusione.



