Non retrocederà nemmeno questa volta: ma è così difficile costruire una Fiorentina normale?
Questa volta non è la classifica a preoccupare, perché, diciamocelo sinceramente, questa Fiorentina non è nemmeno minimamente paragonabile a quella di Pioli o a quella di Grosso. Gioca meglio, ha individualità importanti, fa vedere insomma una luce da quando è tornato Vanoli, non il buio totale di prima.
Dopo sette partite di campionato ha però quattro punti, con diciassette reti subite. Troppo poco come bottino, troppo come quantità di reti subite. Ma guardiamo a Vanoli, arrivato da quattro partite: una vinta, contro il Venezia, una pareggiata, contro il Napoli e due perse contro Genoa e Como, questo il suo ruolino di marcia. L’ultima giocata anche bene, decisa da episodi, contro una squadra più forte e costruita nettamente meglio.
Venuto, o per meglio dire ritornato, a Firenze questa volta non per salvare la Fiorentina ma per costruire qualcosa di importante, l'allenatore si sta complicando la vita. La formazione 'strana' messa in campo a Genova, l’impostazione totalmente offensiva contro il Como, con un centrocampo davvero leggero. La scelta di schierare un calciatore come Gonçalves (che si diceva avesse nelle gambe soltanto trenta minuti), dall’inizio e che perde palla spesso (al netto degli errori arbitrali). E poi la facilità con cui la Fiorentina prende gol, la sostituzione di Mastantuono sull’ 1-3, con la partita da riprendere, quando invece a Genova appena tornato dalla nazionale aveva giocato l’intera partita. Il panorama è ampio in questo senso.
C'è poi De Gea, un portiere che non ci va di incriminare (è l’ultimo dei problemi in questo momento), ma che non rende più come un tempo. Ormai è evidente e anche normale alla sua età. E dietro a sé ha due giocatori difficilmente schierabili dall’inizio. Anche qui, ma perché la Fiorentina non ha puntato su un secondo di livello? Come a centrocampo, dove ha dato via Mandragora ritrovandosi adesso con nessun calciatore che abbia le sue caratteristiche.
Una Fiorentina bellina, anche sfortunata, che rimane per il secondo anno sempre laggiù in classifica e che è ad un passo dal buttare al vento l’ennesima stagione. Questa volta dopo aver speso 130 milioni sul mercato. Non spiccioli, caro Paratici. Dopo aver sbagliato il secondo allenatore di fila (speriamo non il terzo) e forse anche molto altro.
Detto tutto questo, tranquilli. Dopo questo ciclo di partite difficili i viola torneranno a vincere e anche a risalire la classifica, tutti pronti insomma ad un nuovo decimo posto e all’ennesima annata di transizione. Tanto l’anno buono sarà il prossimo, sempre che si indovinino allenatore e acquisti. Oppure meglio continuare e ripartire da Vanoli, allenatore normale (migliore di tanti altri), che non può certo fare miracoli, ma che ti garantisce almeno una salvezza tranquilla, come accadrà anche in questa stagione. La squadra dello scorso anno aveva bisogno di essere rivoluzionata, questa forse soltanto aggiustata. Ma è davvero così tanto difficile regalare a Firenze una Fiorentina normale?



