Marotta punge sul caso Pongracic: “Troppa soggettività, serve uniformità”
Il tema è sempre quello, inevitabile dopo una partita come Fiorentina-Inter: il contatto di mano di Pongracic e il rigore non concesso ai nerazzurri. A intervenire, con toni misurati ma tutt’altro che banali, è stato il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, a margine dell’Assemblea di Lega Serie A.
Il caso Pongracic resta aperto: “Troppe interpretazioni”
Marotta non alza i toni, ma il messaggio è chiaro. Senza gridare allo scandalo, mette sul tavolo un tema che nel calcio italiano torna ciclicamente: “Siamo davanti a una pletora di esperti. Stamattina ho letto tanti opinionisti e varisti aggiunti che hanno acclarato che era calcio di rigore. Mi limito a questa valutazione, poi potete fare anche le vostre”.
Niente vittimismo, ma un punto fermo
Il numero uno nerazzurro sceglie una linea precisa: evitare polemiche inutili, ma non far passare tutto sotto silenzio: “Non facciamo le vittime, dico solo che ci deve essere uniformità di valutazione”.
Il vero problema: “Valutazioni troppo soggettive”
Marotta entra poi nel cuore del discorso, spostando l’attenzione dal singolo episodio a una questione più ampia: “Il protocollo deve essere applicato in modo omogeneo e l’arbitro deve essere centrale. Certi episodi vengono valutati in modo troppo soggettivo, senza usare elementi oggettivi”.
Uno sguardo al futuro: “Serve un protocollo chiaro”
Il ragionamento si allarga, guardando già oltre questa stagione: “Auspico che dalla prossima stagione si arrivi a un protocollo omogeneo e anche a un tipo di arbitraggio. Ci sono arbitraggi che portano a più ammonizioni e altri a meno: sono valutazioni da analizzare per il bene del calcio”.



