Viola Confusion - I pochi giorni felici di Vanoli secondo gli Smiths

“Da quando son qua, abbiamo vissuto pochi giorni felici”. La riflessione dolce-amara di un crepuscolare Vanoli nel post trionfo di Cremona ha aperto uno squarcio sullo stato d’animo di una persona che, forse e sottolineiamo forse, ha finalmente capito cosa provano da sempre i tifosi della Fiorentina.
Questo ci fa avvicinare empaticamente e anafesticamente (cit.) al Mister, sebbene più volte criticato anche su queste pagine. Nei suoi mesi fiorentini da allenatore, il nostro Paolo da Varese ha avuto a che fare con una squadra di ragazzi più incostante e contraddittoria del vate Morrissey, ex anima The Smiths, tornato di recente a romperci le balle con uno dei suoi album a tratti talmente odiosi che non puoi fare a meno di ascoltarlo. Più o meno come la Fiorentina di quest’anno.
Parafrasando il gruppo di Manchester, se Udinese–Fiorentina è stata il nostro Meat Is Murder, Cremona è stata meno epica di There Is a Light That Never Goes Out, ma abbastanza solida da sembrare, almeno per una sera, This Charming Man.
Primo Tempo
Vanoli si presenta in campo ancora senza Kean (in panchina) ma con Piccoli, Gudmundsson, Gosens e, soprattutto la sua invenzione archimedea per eccellenza: il mancino Parisi esterno alto a destra.
Come da copione di questa stagione, si parte con una parata di De Gea su Bonazzoli dopo appena due minuti di gioco. Dopodiché la Fiorentina si accende proprio con Parisi che al 25’ riceve palla sulla fascia da Mandragora, s’incunea in area cremonese sulla destra e da posizione defilata segna di destro (!?) sotto le gambe di Audero. Il tifoso medio viola esulta seppur con l’espressione di Di Caprio dopo l’ennesimo palo agli Oscar.
Al 32’ ci pensa Piccoli a rinsaldare le certezze della Fiorentina con un gol finalmente da centravanti vero. Palla tagliente in profondità di Gosens, Roby-gol compie un movimento perfetto per ricevere l’assist e presentarsi da solo davanti al portiere, per poi batterlo comodamente di sinistro sul secondo palo. Un’esecuzione perfetta, quasi facile a vederla. Peccato averne sbagliati un trentina così quest’anno. Comunque il tabellino recita Cremonese-Fiorentina 0-2 e così finché Di Bello manda tutti a riposo con i grigiorossi che escono tra i fischi dei loro tifosi.
Secondo Tempo
Nei secondi quarantacinque minuti Nicola si gioca il tutto per tutto con una formazione più offensiva che prevede l’inserimento di Okereke. L’ex gloria del Venezia non segnava in Serie A dal 2023 e, mentre tutti si aspettavano l’inevitabile gol della resurrezione, è la Fiorentina dopo appena quattro minuti a dare il colpo del presunto KO alla Cremonese.
Dodo s’invola in un coast to coast brasileiro disorientando l’avversario Floriano e, arrivato come un fulmine in area avversaria, il verdeoro mette a sedere difensori e portiere in uscita con un’unica finta di suola in stile torneo di calcetto del giovedì. L’epilogo è la terza rete viola con annesso balletto di Dodo sotto la curva che richiama i fasti del leggendario Maracanà di Via Faenza.
Sembra finita qui. Invece, vi ricordate di Okereke? È suo al 57’ il gol che tutti aspettavamo. Da questo momento in poi, per circa un quarto d’ora, la Fiorentina ripiomba nel suo personale dark side of the moon dove sembra che la vittoria possa reggere quanto un gatto sull’Aurelia.
Questa volta non è così, grazie anche ad un salvataggio sulla linea del Maestro Fagioli che è propedeutico alla quarta rete finale. Che arriva al 70’ con una combinazione incredibilmente guardiolistica in area della Cremonese, condita da due colpi di tacco in successione di Brescianini e Piccoli che smarcano l’Islandese in ciabatte per l’1 a 4 definitivo.
Finale
La Fiorentina torna alla vittoria. La Serie B fa un po’ meno paura. Fateci caso quando siete felici, Mister Vanoli ieri l’ha fatto.
Playlist della settimana
- Meat in Murder – The Smiths
- This Charming Man – The Smiths
- There is a light that never goes out – The Smiths



