M. Sabatini: “Franchi, quando si parla di opera pubblica da 300 milioni il silenzio non è una risposta. I cittadini hanno diritto di…”
Il consigliere comunale di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini ha parlato in merito al tema del restyling del Franchi, sollevando alcune perplessità in merito all'operato dell'amministrazione fiorentina
‘Risposte generiche ed elusive’
"Ho ricevuto dal Comune di Firenze una risposta francamente inaccettabile alla mia richiesta di accesso agli atti sulle quattro riserve formulate dall'appaltatore dei lavori dello stadio Franchi nel marzo 2025, su cui l'Amministrazione non è mai stata chiara. Dopo oltre trenta giorni di attesa, anziché ricevere la documentazione richiesta, dapprima mi è stato preannunciato che avrei verosimilmente ricevuto nel corso della scorsa settimana la documentazione richiesta e addirittura oggi - anziché ricevere la documentazione - mi è stato comunicato un differimento dell'accesso formulato in termini del tutto generici, senza alcuna indicazione concreta circa la natura degli atti che dovrebbero rimanere sottratti alla conoscenza e senza alcuna indicazione dei tempi entro i quali l'istruttoria verrebbe conclusa. In sostanza, mi viene detto di attendere. Fino a quando, però, non è dato sapere. Né sono davvero spiegate le ragioni”.
“Si tratta di una impostazione che capovolge i principi fondamentali dell'azione amministrativa. In uno Stato di diritto la trasparenza è la regola, mentre la segretezza costituisce un'eccezione che deve essere rigorosamente motivata. Qui, invece, ci troviamo di fronte ad un rinvio sine die fondato su motivazioni vaghe e indeterminate.
La circostanza è ancora più grave perché l'accesso non è stato richiesto da un soggetto privato per finalità personali, ma da un consigliere comunale nell'esercizio delle funzioni di controllo attribuitegli dalla legge. Ma c'è un ulteriore elemento che desta forte preoccupazione. Il Comune conferma che le riserve formulate dall'appaltatore risalgono al 5 marzo 2025. Sono trascorsi oltre quindici mesi e l'Amministrazione afferma che l'istruttoria sarebbe ancora in corso e che non esisterebbero determinazioni definitive”.
‘Silenzio non può diventare metodo amministrativo’
“Ancora più sorprendente è quanto emerge in relazione al Collegio Consultivo Tecnico. Da un lato il Comune conferma l'esistenza del Collegio; dall'altro dichiara che non risultano pareri, determinazioni o altri atti del Collegio riferiti alle riserve. Una situazione difficile da comprendere, considerato che il legislatore ha introdotto il Collegio Consultivo Tecnico proprio per assicurare una rapida gestione delle controversie e delle criticità insorte durante l'esecuzione dei lavori pubblici: parere obbligatorio entro 15 giorni (art. 216 e all. V.2 del vigente Codice dei contratti pubblici).Dopo anni di ritardi, varianti, problemi finanziari e continue modifiche del percorso originariamente annunciato, anziché aumentare il livello di trasparenza si sceglie ancora una volta la strada opposta. I cittadini fiorentini hanno il diritto di sapere se queste riserve esistono, quanto valgono, quali effetti possano produrre sui costi finali dell'opera e se possano incidere sui tempi di completamento dello stadio. Su questi aspetti continuerò a chiedere risposte chiare, documenti e dati verificabili. Perché quando si parla di un'opera pubblica da quasi 300 milioni di euro, il silenzio non può diventare un metodo amministrativo”.
“In assenza della documentazione richiesta, resta inevitabilmente aperto un interrogativo: le quattro riserve formulate dall'appaltatore sono state realmente respinte, sono ancora oggetto di valutazione oppure hanno trovato una qualche composizione sostanziale attraverso le sei varianti intervenute nel corso dell'esecuzione dei lavori?
Si tratta di una domanda alla quale soltanto la piena trasparenza degli atti può fornire una risposta".


