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Fabio Grosso

Bernardo Vitale Brovarone, intermediario di mercato e tifoso della Fiorentina, ha parlato a Radio Bruno di alcuni temi caldi della squadra viola. 

Su Paratici

“Mi aspettavo, e lo dico senza alcuna vena polemica, che Paratici potesse puntare su un allenatore di primissima fascia, un profilo di grande esperienza. Detto questo, credo sia importante che la società, una volta rientrata dagli impegni negli Stati Uniti, presenti in modo chiaro e dettagliato il progetto tecnico. Paratici è una persona con una visione molto ampia del calcio e probabilmente si è trovato davanti a una mole di lavoro persino superiore alle aspettative. Grosso non è certo un improvvisato. Anzi, non vedo differenze così marcate rispetto a operazioni come quelle che hanno portato all'affermazione di allenatori come Vincenzo Italiano o Raffaele Palladino. Sono scelte che puntano su tecnici emergenti ma con idee precise e un percorso già significativo alle spalle". 

Su Fagioli

“La situazione di Fagioli è stata piuttosto particolare. Arrivava da un periodo molto difficile, una vicenda che inevitabilmente ha lasciato il segno. Successivamente Vanoli gli ha chiesto di interpretare un ruolo diverso rispetto al passato e lui ha dovuto adattarsi. Dopo alcune prestazioni di alto livello si è tornati subito a parlare di lui anche in ottica Nazionale. Probabilmente, complice anche il cambio di procuratore, nella sua mente si era fatta strada l'idea di compiere il definitivo salto di qualità. Dal punto di vista tecnico possiede tutte le caratteristiche necessarie, ma trasformare il talento in continuità di rendimento è una sfida tutt'altro che semplice”. 

Su Kean

"Anche la sua stagione è stata più complessa di quanto possa apparire dall'esterno. Alcune dinamiche, probabilmente anche legate alla questione contrattuale e dell'ingaggio, possono aver inciso sul suo percorso. Kean è un giocatore che va inserito all'interno di un sistema che ne valorizzi le caratteristiche, ma il suo atteggiamento è sempre stato positivo. Se riuscirà a mettere insieme continuità mentale, condizione fisica e qualità tecniche, credo possa diventare non solo un punto di riferimento per il club, ma anche il titolare indiscusso della Nazionale".


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