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Paratici Vanoli

Diamo a Vanoli quel che è di Vanoli. Da quando è arrivato al posto di Stefano Pioli, l'ex tecnico del Torino ha risollevato la Fiorentina portandola dall'ultimo posto a fuori dalla zona retrocessione. Pur con i suoi limiti, in primis una difesa a tre assurdamente riproposta per quasi un mese e dei cambi che spesso hanno lasciato più d'un dubbio, Vanoli ha avuto il merito di riportare serenità, o perlomeno normalità in un contesto che appariva completamente spaccato.

Una conferma complicata

In vista della prossima stagione, però, non devono esistere dubbi. Vanoli era probabilmente il profilo perfetto per risolvere la situazione in cui versava la Fiorentina, ma serve altro per alzare l'asticella. Immaginare che Paratici possa cominciare un ciclo, il suo ciclo, con un allenatore chiamato per centrare la salvezza, è veramente molto complicato. Certo, l'eventuale vittoria della Conference League potrebbe cambiare le carte in tavola, ma l'impressione è che in qualunque caso la rivoluzione attesa in estate partirà proprio dalla panchina.

Due precedenti da prendere ad esempio

Quale sarebbe, dunque, il profilo giusto per avviare un nuovo ciclo? Due precedenti possono fungere da esempio: un allenatore già navigato, con un nome importante, come fu Cesare Prandelli nel 2005, oppure un giovane con un'idea di gioco ben precisa, come fu Vincenzo Montella nel 2012. Quella che porta al grande nome resta una pista complicata, soprattutto se la Fiorentina non disputasse le coppe europee. Più facile pensare a un tecnico emergente, sulla scia anche dell'Italiano del 2021 o del Palladino dell'anno scorso.

Una Fiorentina riconoscibile

Da non sottovalutare, però, l'aspetto del gioco e dell'identità. Sarà infatti fondamentale scegliere un allenatore che proponga una sua idea di calcio, riconoscibile, moderna ed efficace, e di conseguenza programmare un mercato in linea con le sue esigenze tanto sul piano delle caratteristiche dei calciatori quando delle loro posizioni in campo. Paratici ha l'appeal e l'esperienza per lasciare un'impronta importante e costruire, davvero, la sua Fiorentina. E per un ciclo vincente l'allenatore non può essere un optional


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