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Christ Inao Oulai

Siamo abituati dalla notte dei tempi alle docce fredde e alle macro delusioni intorno a calciatori bramati, inseguiti, anche strapagati: Mario Gomez ne rappresenta la quintessenza ma ci sono tanti altri esempi anche più recenti. Dall'illusione Amrabat all'abbaglio Beltran o la suggestione Gudmundsson e ci auguriamo di non dover aggiungere alla lista anche gli svariati calciatori arrivati nell'estate 2026.

Spaesati e avvolti nel mistero

Se lo sbarco da rock star di Franco Mastantuono ha avuto qualche seguito anche in campo, dove se non altro è titolare indiscusso, su Oulai e Atta le nubi dei misteri, tattici e fisici, si addensano sempre di più. Che idea c'era alla base dei loro arrivi? Sicuramente quella di rottamare un centrocampo drammatico e quindicesimo, senza doti di costruzione e intensità, come quello composto da Fagioli, Ndour e Mandragora (con Fabbian e Brescianini come scudieri). Fatto sta che a due mesi da inizio campionato, visti i problemi (misteriosi) di Atta, c'è in ballo l'idea di riproporre Fagioli, Ndour e Brescianini, che di una stagione mediocre non erano neanche il trio titolare.

La Fiorentina funziona spesso all'incontrario

A centrocampo, dove si doveva rivoluzionare e fare il salto di qualità insomma, siamo punto e a capo: di Oulai, uno che ha fatto un Mondiale da titolare ed è costato quasi 30 milioni, non si sa ancora cosa farsene. Dietro di lui invece, c'è sempre il solito Ranieri: una storia e un ruolo da rincalzo umile, troppo spesso elevato a titolare indiscusso, addirittura capitano. A tanti piace ma d'altronde la truppa degli affezionati all'esimo posto è bella nutrita ormai nell'ambiente viola. Con buona pace di Viery, anche lui pagato una bella cifra, ma per carità, ancora ‘acerbo’ e da dirottare tuttalpiù sulla fascia (a scapito di un altro ‘acerbo' come Valdepenas). Nel frattempo la Serie A va avanti e mentre le gerarchie nella rosa viola non vengono mai scomodate dai nuovi arrivi, quelle tra club in classifica variano e non certo in meglio per la Fiorentina. 

Una realtà che funziona spesso e volentieri all'incontrario, dove i (sulla carta) più bravi non trovano mai l'incastro giusto e il loop del riciclo di chi si voleva rottamare va avanti imperterrito ed esasperante. Chissà perché non si risale mai la china.


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