"La pazienza dei tifosi è influenzata da anni di delusioni. Antognoni ha ragione, resta la bandiera di Firenze"
Quest’oggi Francesco Franchi, figlio di Artemio, è intervenuto a Radio Bruno per dire la sua su alcuni dei temi caldi di casa Fiorentina.
“La pazienza dei tifosi è condizionata ormai dagli ultimi anni pieni di delusioni. Allo stesso tempo capisco quello che ha detto Paratici a sua difesa: è normale che quando si cambiano i dirigenti, cambino anche le vedute, e quindi sia ripartire da zero. E chi fa parte del mondo del calcio sa che per fare tutto questo serve preparazione, tempo e serietà. Adesso siamo nelle sue mani, non resa che aspettare”.
“Grosso è una scelta coraggiosa”
Ha detto due parole anche sull’arrivo in panchina di Fabio Grosso: “È stata fatta una scelta coraggiosa, un po' fuori dagli schemi, con l'allenatore. Mi sembra una persona seria. Dovranno lavorare insieme per costruire una squadra che abbia un vero spirito di collaborazione. Il grosso lavoro andrà fatto sul costruire una squadra equilibrata, non solo da un punto di vista tecnico-tattico, ma anche dentro lo spogliatoio”.
“Sono totalmente d'accordo con Antognoni”
Ha poi voluto dire la sua su quanto successo in questi giorni a Giancarlo Antognoni: “Giancarlo ha detto bene. Ai tempi gli venne proposto un incarico che lo demansionava, cosa che lo ha portato alle dimissioni, ma da quel momento poi da parte della società non c'è mai stato un tentativo di avvicinamento. Giancarlo è il nostro numero 10, è rimasto ed ha rifiutato grandi squadra per rimanere sempre con noi: è stato la bandiera di Firenze, è sempre restato attaccato alla maglia. Spero che Paratici e Ferrari riescano a convincerlo che l'atmosfera sta cambiando, che cambierà, in modo che possa esserci al nostro centenario. Sarebbe veramente un peccato non averlo alla festa dei cento anni”.
“L'Italia è troppo indietro dal punto di vista infrastrutturale”
Ha poi concluso parlando della questione stadi: “A settembre noi della Fondazione Franchi organizziamo un convegno sulla situazione drammatica degli stadi italiani. Con i Mondiali del ‘90 vennero fatti degli interventi insufficienti. Purtroppo siamo super arretrati rispetto all’Europa e al Mondo. Questo convegno nasce dall'idea di far diventare lo stadio un servizio per la comunità, come già succede in tutto il Mondo. In modo da diminuire i costi di gestione per i comuni e da permettere allo stadio di essere vissuto non solo per le partite, ma anche dalle famiglie. Ad esempio con un museo della Fiorentina dentro, ma anche mettendolo a disposizione delle aziende per i convegni. Tutte attività per far sì che lo stadio diventi davvero una fonte di reddito".



