Viola Confusion - L’Italia, Firenze, Via de’Bardi ma 17 Re non bastano alla Fiorentina
I Litfiba hanno pubblicato da pochi giorni il loro singolo “17 Re”, eponimo dell’album uscito quarant’anni fa. Una canzone allora tenuta nel cassetto perché ritenuta troppo eversiva nel 1986. Un pugno nello stomaco che attacca così: “Diciassette re chiusi in un quadro…”.
Come la Fiorentina di quest’anno: undici giocatori, diciassette e più con le riserve, reclusi in un campo di calcio. Ma, a differenza dei re della canzone, i viola ci hanno dato la sensazione di essere impotenti per la maggior parte delle trentatré partite giocate finora. E il pareggio di ieri a Lecce non ha fatto eccezione. Sì, la Fiorentina veniva dalla terza partita in sette giorni con, nel mezzo, la non-impresa di Conference League. Sì, mancava ancora Kean, ultimamente più prolifico su Instagram che sotto porta. Sì, tante altre bellissime storie. O stories che dir si voglia.
La verità è che, anche contro i giallorossi di Di Francesco e Corvino, la Fiorentina ha mostrato di essere la solita squadra a tratti sconcertante di questo campionato. E il punto guadagnato è la sola buona notizia che arriva a Firenze dal Via del Mare.
Primo Tempo
In ogni post-gara della Fiorentina, Vanoli parla di “buon approccio alla partita”. Spesso mi riguardo gli highlights perché penso di aver sbagliato canale. Anche contro il Lecce, i Viola partono in sordina contenendo gli attacchi dei padroni di casa, volenterosi ma disordinati che, nonostante le galoppate sulla fascia destra di N’Dri e qualche incursione di Gallo e Ngom, difficilmente arrivano al tiro in porta. Nonostante ciò la Fiorentina non riesce a ripartire, troppi gli errori tecnici in uscita sia del Maestro Fagioli che di Ndour. Per non parlare di Gud, l’islandese in ciabatte. Unica nota positiva, le sgroppate di Harrison che, infatti, in una delle poche offensive viola, al 30’ riesce a sfruttare un assist di Mandragora per confezionare il suo primo, bellissimo, gol in Serie A. Un tiro a giro mancino che fulmina il portiere leccese Falcone. Da annotare nel primo tempo: l’infortunio di Gosens, sostituito sulla sinistra dal virgulto Luis Balbo. E l’occasione fallita in scivolata da Piccoli con la porta spalancata dopo il cross basso di Dodò. Sarebbe stato lo 0 a 2. E invece niente.
Secondo Tempo
Che la speranza di chiudere il discorso salvezza a Lecce sarebbe stata una chimera per la Fiorentina il tifoso medio viola lo temeva già dalla designazione arbitrale. I Viola non vincono una partita con Fabio Maresca dal 2023. Non benissimo. Ma questa volta la non vittoria è tutta farina del sacco viola. Il Lecce nel secondo tempo guadagna campo e coraggio. Di Francesco imbriglia Vanoli con i cambi: Banda, Gandelman e Stulic ribaltano l’inerzia e i giallorossi iniziano il loro monologo nella metà campo viola. Il pressing pugliese produce soprattutto angoli e, al 71’, da uno di questi nasce il pareggio di Tiago Gabriel. Il portoghese, ottimo per le prossime aste di Fantacalcio, svetta su Ndour e batte De Gea da un metro. Uno a uno e con venti minuti più recupero ancora da giocare, il tifoso medio viola ha iniziato a guardare orologio e calendario delle prossime cinque partite. Per fortuna De Gea, Pongracic e, soprattutto, Ranieri si mettono in trincea in versione derby di Eccellenza e respingono qualunque pallone graviti dalle parti viola.
Epilogo
Finisce così, dopo cinque minuti di recupero, Lecce–Fiorentina. Un pareggio che tiene i Viola di Vanoli otto punti sopra la zona retrocessione. Il mood nello spogliatoio è: “all’andata questa partita l’avremmo persa”. “Tutti vincenti e coinvolti, autoassolti…” canta sempre Piero Pelù in 17 Re. Forse al Viola Park. Sugli spalti decisamente no.
Playlist della settimana
- 17 Re - Litfiba



