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Subsonica

"Non siete riusciti a bissare Microchip Emozionale!" cantavano i Subsonica, freschi dei festeggiamenti della loro trentennale carriera, in Benzina Ogoshi. Un manifesto sul sentirsi inadeguati in una società che richiede eternamente la performance.

Ecco la Fiorentina 2025-26 sicuramente non è riuscita a bissare i sessantacinque punti della stagione palladiniana ma, per come si era messa la stagione, i trentadue punti attuali frutto del vanolismo, sembrano un traguardo quasi insperato. Certo, l'annata resta da tregenda ma chi l'avrebbe mai detto che giovedì ci saremmo potuti giocare i quarti di finale di Conference a Londra con il cuore un po' più leggero? Sicuramente non il sottoscritto, già alle prese con un crollo verticale al Fantacalcio.

Eccoci quindi a Verona-Fiorentina, la partita del gemellaggio, che il tifoso medio viola sperava in cuor suo di fare propria con poche paturnie. E invece no.

Primo Tempo

I viola si presentano al Bentegodi molto rattoppati, senza Parisi, Mandragora, Salomon e Dodò. Fuori uso tutta la fascia destra e fiducia ai fabbri Comuzzo ed Harrison, con Kean titolare, reduce dal dramma di Zenica, che vince il ballottaggio con Piccoli. Il Verona aggredisce subito e punge con Bernede e Orban e via via che i minuti passano, i gialloblù prendono il sopravvento del centrocampo con Gagliardini e prendono il pallino del gioco. E dire che dopo pochi minuti, Fagioli bacia la traversa con un tiro al volo da fuori area. Ma resta un episodio isolato in un primo tempo di profonda sofferenza viola. Va ringraziato De Gea, tornato in forma Man Utd per un pomeriggio, decisivo appunto su Bernede, Orban e Oyegoke. Brividi sulla schiena dei viola, ma lo zero a zero viene portato fino in fondo.

Secondo Tempo

L'arbitro Guida fischia l'inizio della seconda frazione di gioco e lo spartito sembra il solito del primo tempo.Kean è rimasto in Bosnia, indolente. Gli unici sprazzi di luce vengono dal Maestro Fagioli e ancora da De Gea ma, a differenza dei primi quarantacinque minuti, la porta viola non corre particolari pericoli nonostante la pressione costante dei ragazzi di Sammarco che, però, dimostrano il motivo per cui occupano l'ultimo posto della Serie A. Ed è per questo che il tifoso medio viola si aspetta di passare in svantaggio da un momento all'altro. Ma poi succede che Harrison s'incunea sulla destra in area veronese, prova il cross basso, lo sbaglia. La palla gli torna tra i piedi e finalmente decide di alzare quella benedetta testa per servire il Maestro Fagioli che dal limite dell'area di rigore, piazza un piattone destro sul palo alla sinistra dell'incolpevole Montipò. Siamo all'82', la Fiorentina è in vantaggio e la sensazione è quella del furto.Ma va benissimo così, per una volta che non ci rubano in casa nostra. C'è spazio per la doppia espulsione di Gud e Suslov, scaramucce continuate anche nel tunnel. Sprazzi di calcio antico.

Epilogo

La partita finisce al 96', la Fiorentina regge incredibilmente e, grazie alla sconfitta di Cremonese e Lecce, sale a più cinque sulla zona retrocessione. Non è la performance che ci meritavamo, ma quella che tutto il mondo viola sperava ottenere il prima possibile.

Playlist della settimana

  • Benzina Ogoshi-Subsonica

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