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Ndour esultanza
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Il pareggio di domenica sera contro la capolista Inter ha fatto rivivere per una notte ai tifosi della Fiorentina l’amarcord di sensazioni lontanissime. 

Quelle serate fresche in cui allo stadio, sebbene deturpato dai cantieri, non entra neanche uno spillo, dove in curva ti devi fare spazio a forza di passi su scaloni di cemento in salita, tra la giungla di sciarpe, vessilli, l’odore dei fumogeni e i bicchieri di plastica colmi di birra tiepida che si svuotano velocemente tra un abbraccio e un coro. Quelle serate in cui se arrivi poco prima del fischio d’inizio, sempre in curva s’intende, tutto quello che vedrai mentre sei in bilico tra due seggiolini rotti, sarà Beppe sbandierare un lenzuolo viola di dodici metri quadrati dal primo al 95esimo minuto. 

Tutto molto bello direbbe Bruno Pizzul. Anche poetico, aggiungiamo. Peccato che l’idillio duri meno di un minuto, quaranta secondi. Neanche il tempo di bere la famosa birra. Neanche il tempo di capire le formazioni. Cross di Barella, colpo di testa di Pio Esposito, difesa della Fiorentina non pervenuta e il tabellone scrive: 0-1.

Primo Tempo

Sembravano esserci tutte le premesse per una notte tragica. Il tifoso viola medio aveva già il pallottoliere in mano e le bestemmie in bocca e il primo quarto d’ora di gioco pareva confermare l’inevitabile. I ragazzi di Vanoli erano in balìa di quelli di Chivu, per l’occasione squalificato e sostituito da Kolarov in panchina con il due a zero nerazzurro quasi certo come una multa estiva nella ZTL. E invece no, al Franchi assistiamo ad una resurrezione viola. “I am the resurrection” cantavano gli Stone Roses e, in vista della Pasqua, il tempismo è quello giusto.

Succede quindi che la Fiorentina regge miracolosamente l’urto dell’Inter e inizia a giocare anche lei. Il Maestro Fagioli con Ndour e Brescianini a centrocampo innescano Kean, Gudmundsson e Parisi con Dodò motorino sulla fascia destra. Tutto ciò produce una serie di occasioni importanti, la più clamorosa con Kean che non riesce ad insaccare in spaccata a porta vuota su cross basso di Brescianini. Vanoli si agita a bordocampo, i tifosi viola ancora di più. Certo, se Pio Esposito avesse insaccato il suo diagonale alla destra di De Gea, la partita sarebbe finita lì. Però è uscito a dieci centimetri dal palo. Spiace. Colombo fischia la fine del primo tempo e, nonostante lo svantaggio, La Fiorentina è dignitosamente in partita.

Secondo Tempo

La reazione viola trascina anche i tifosi che ripartono a cantare come un moto perpetuo. Nei primi quindici minuti succede poco ma i ragazzi di Vanoli prendono in gestione la palla ed iniziano a macinare. La pressione sull’Inter sale e i Viola si rendono pericolosi soprattutto con Ndour e il Maestro Fagioli. Iniziano le sostituzioni, la Fiorentina fa entrare al 68’ Harrison per un Parisi a corrente alternata e acciaccato e al 77’ succede l’imponderabile che fa esplodere Firenze. 

Barella sbaglia il disimpegno al limite dell’area dell’Inter, la palla arriva a Fagioli che inventa una traiettoria cosmica per l’Islandese in ciabatte. Gud riceve e piazza un diagonale respinto tipo flipper dal portiere nerazzurro Sommer sui piedi di Ndour che non può far altro che mettere il piattone e fare gol. Delirio, lacrime, liberazione.

La favola sarebbe stata perfetta se pochi minuti dopo Harrison avesse segnato il vantaggio con un tiro a giro uscito di poco alla destra di Sommer. Sarebbe stato troppo karma positivo per questa stagione di sofferenze viola. Infatti, la Fiorentina rischia di perderla negli ultimi secondi, ma De Gea nega a Pio Esposito la gioia con un ultimo tuffo. 

Epilogo

Il match finisce qui, la Fiorentina risponde così alla vittoria della Cremonese. Adesso c’è la sosta per la Nazionale tra i Viola e il Verona. Tocca a Gattuso, noi intanto ci godiamo la nostra personale Pasqua di Resurrezione. 

Playlist della settimana

  • I am the resurrection – The Stone Roses 

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