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Alberto Di Chiara

Questa mattina l'ex esterno di Parma e Fiorentina Alberto Di Chiara, durante un collegamento su Lady Radio, ha avuto modo di analizzare le insidie che attendono la Fiorentina di Paolo Vanoli, quando domani pomeriggio si troverà davanti il Parma di Carlos Cuesta

“Il Parma è una squadra sulla quale ad inizio stagione c'era un po' di scetticismo, perchè comunque Cuesta è un allenatore molto giovane che non dava garanzie. Ho sempre pensato che fosse arrivato un nuovo filosofo del calcio, ma al contrario invece si sta dimostrando un tecnico molto pratico, piu di tanti altri suoi colleghi che cercano di inventare cose che spesso non si riescono a mettere in pratica. E' un allenatore che con il materiale tecnico che ha cerca di raccogliere il massimo: più che giocare bene loro, pensano spesso ha far giocare male gli avversari”.

“Il primo obiettivo del Parma sarà quello di non prendere gol”

Ha anche aggiunto: “Sono una squadra molto difficile da affrontare. A parte qualche individualità, Pellegrino e Bernabè su tutti, gli altri sono giocatori molto pratici. Il primo obiettivo è quello di non prendere gol, e prendendo pochi gol è riuscita spesso ad avere la meglio pur non essendo una squadra che segna tanto. Non a caso grazie a questa gestione, adesso si trovano in una posizione di classifica tranquilla: sono convinto che un allenatore debba lavorare con le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione”.

“La squadra non ha la consapevolezza di quello che sta rischiando”

Un commento anche sul lavoro di Paolo Vanoli: “Sono convinto che ci voleva poco a migliorare la media punti di Pioli. Al di là dei moduli credo che questa squadra sia troppo altalenante nell'atteggiamento con cui deve affrontare le partite. Probabilmente non sono entrati nella consapevolezza del fatto che più si va avanti con il campionato e piu la situazione si complica. Non bisogna adagiarsi dopo due vittorie, e lo aveva ribadito anche lo stesso paratici: ci si entusiasma spesso, ma forse non è una caratteristica comune solo a Firenze. Dopo le vittorie con Como e Pisa, che comunque non erano state esaltanti, hai giocato con Jagiellonia e hai preso 4 gol in casa”. 

“Bisogna evitare di restare in bilico fino alle ultime giornate”

Ha sottolineato anche un aspetto: “E' chiaro che valutando l'operato del mister, ha dovuto prendere una squadra dalla quale tutti ci aspettavamo molto di piu. Il vero problema che, oltre che a quella mentale, mancava totalmente la preparazione fisica. Per questo ha dovuto lavorare tanto all'inizio, e adesso probabilmente ancora non è riuscito a innestare nei suoi giocatori quella mentalità che serve in situazioni come quelle che stiamo vivendo adesso. E' chiaro che se la Fiorentina non trova risultati, cambiando immediatamente l'atteggiamento con cui scende in campo, saranno dolori fino alla fine. Se a poche giornate dalla fine sei ancora li, subentrerà sicuramente anche la paura: e li tutto potrebbe complicarsi ulteriormente”.

Ha poi concluso commentando il dualismo tra Kean e Piccoli: “Chi mandare in campo tra i due non sono valutazioni semplici da fare. Serve la quotidianità, che vive solo l'allenatore, per dare una risposta: lui sa sicuramente tastare il polso della situazione rispetto a noi che valutiamo dall'esterno. Se Kean stesse bene è ovvio che preferirei lui. Piccoli ha dimostrato a sprazzi di avere qualche giocata, ma sicuramente non rispecchiai 27 milioni spesi dalla Fiorentina in estate. Avere un Kean in condizione chiaramente ti può dare la possibilità di risolvere la partita in qualche momento”.


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