Tutti i numeri di Vanoli: dal capolavoro all'impresa fino alla normalità. Ma niente Europa, la sua una Fiorentina da metà classifica
Ora che il campionato della Fiorentina si è finalmente concluso, c'è spazio anche per calcoli e bilanci un po' più precisi e definitivi: premesso il dovuto riconoscimento al tecnico, nel subentrare in una situazione non propriamente allettante e nell'assolvere con una certa tranquillità al compito. Al suo arrivo la squadra viola aveva fatto 4 punti in 10 giornate: matematica vuole che con Vanoli, il rendimento si sia innalzato fino ai 38 punti racimolati nelle restanti 28. Una media di 1,35 a gara.
Numeri discreti, non eccezionali, ma da contestualizzare visto lo stato comatoso di squadra e ambiente a novembre 2025. In proiezione su campionato intero circa 52 punti, uno score che sarebbe valso l'attuale nono posto (ma con probabilità di discesa al decimo finale), il decimo nello scorso campionato, l'undicesimo nei due precedenti. Una Fiorentina da metà classifica insomma, che è poi il reale valore di questa rosa. In questo senso il “miracolo” va ridimensionato, perché se è vero che nessuna squadra si era mai salvata dopo aver vinto zero volte a metà dicembre, nessuna ci era mai arrivata con un mercato da 90 milioni e il settimo monte ingaggi. E quella sì che è stata un'impresa (della società naturalmente, non di Vanoli).
La guida del tecnico varesino ha coperto alla fine due terzi abbondanti di campionato, uno spaccato di una certa rilevanza e che attribuisce al suo punteggio anche una certa attendibilità statistica. Poi certo, ognuno è libero di prendere a riferimento il periodo che più gli piace, per raccontarsi la propria storiella personale. Tra chi vuol considerare solo i punti dalla prima vittoria in avanti, chi conta il 2026 e chi da febbraio in poi. Lo sguardo complessivo racconta piuttosto la normalizzazione, non l'eccellenza o l'Europa, che ha portato Vanoli ed era ciò di cui aveva bisogno la Fiorentina moribonda di qualche mese fa.



