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E' un altra Fiorentina. Il tentacolare lavoro di Paratici in queste settimane lo ha messo nero su bianco e reso molto chiaro. Non solo sul mercato, ma anche all'interno del Viola Park. Là dove sta nascendo un qualcosa di nuovo. 

Cesura

Novità e voglia di staccarsi da un passato pesante, che in questi ultimi anni ha creato frizioni, incomprensioni e tensioni fuori e dentro la società. Se non sarà rivoluzione totale, poco ci manca. Del resto serviva questo. Per farlo la proprietà gigliata si è affidata al 100% a un uomo di calcio come Paratici, che ha carta praticamente bianca su come rifondare la Fiorentina, club e squadra.    

Quanti colpi… E in tanti sono ancora in viola

I tantissimi colpi di mercato arrivati in queste prime due settimane di mercato (al 14 luglio siamo a 5 innesti), hanno messo un po' in ombra i tantissimi giocatori che tuttora compongono la rosa viola. Tanti giovani sono già partiti per nuove esperienze in prestito, mentre per altri servirà ancora tempo. Soprattutto per gli esuberi più pesanti (a livello di ingaggio). 

Stop alle operazioni da libro cuore

E proprio i convocati per il ritiro al Viola Park hanno dimostrato ancora una volta come si voglia avere una netta cesura con il passato, escludendo quei giocatori che non fanno più parte del progetto tecnico. Da chi non aveva più niente da dire come Nzola, Richardson, Barak e Bianco, a chi per qualcuno poteva essere una possibile risorsa per la Fiorentina che verrà come Valentini e Sottil, che è ancora oggi l'unico esterno offensivo di ruolo presente in rosa. Niente operazioni da libro cuore, come si è visto negli ultimi anni (da Kouamé a Sabiri, gli esempi di tentetivi di resurrezione sono diversi).

I giovani presenti (e assenti)

La Fiorentina riparte da chi può costituire il futuro viola. Out anche i giovani Kospo, Harder e Braschi (che partiranno presto), in i giovanissimi Beldenti, Croci ed Egharevba (tutti classe 2010). Presenti poi anche Fei, Melani, Pirrò e Perrotti tutti Under 20.  

Capitolo Gosens

Capitolo a parte merita l'esclusione di Gosens, molto chiacchierata. Ogni rivoluzione si porta dietro anche dei dolori e l'addio del tedesco forse è quello che più dispiace al tifo viola. Un ragazzo per bene, che avrebbe voluto restare, anche abbassandosi l'ingaggio. La nuova Fiorentina ha deciso diversamente. Ognuno per la sua strada, ma un saluto rispettoso per un capitano silenzioso che non ha mai lasciato sola la squadra viola, nemmeno nei momenti più difficili.  


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