Ferrara: "Vincere bene a Verona per poi pensare alla Conference League. Kean va gestito al meglio, tutto dipenderà da Vanoli. Gudmundsson..."
Questa mattina il giornalista de La Nazione Benedetto Ferrara, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare come arriva la Fiorentina alla delicata sfida di questo pomeriggio contro l'Hellas Verona.
“L’emergenza delle ultime ore non è il miglior modo per riprendere dopo la sosta, c’è però poco da piangersi addosso ma bisogna provare a vincere per togliersi da dosso le paure e di fare un passo avanti in classifica. Poi una volta fatto un buon risultato a Verona dovremo pensare alla Conference League, che comunque, è inutile negarlo, adesso ci interessa molto. Bisogna sempre ricordare che la salvezza viene prima di tutto, ma per dare un senso a questa stagione sarebbe normale puntare anche sull’Europa: non è facile m a questa sfida contro gli inglesi potrebbe essere l’ultimo vero ostacolo. Pensiamo però al Verona, e di una Fiorentina che purtroppo dovrà fare a meno degli unici giocatori che saltano l’uomo: Parisi, Dodo e Solomon. I giocatori che sono capaci di farlo non ci sono e quindi dovremo trovare alternative in zona offensiva”.
“La Fiorentina non può permettersi di gestire male la situazione Kean”
Ha poi posto l’attenzione sulle condizioni di Moise Kean: “Dobbiamo puntare su Kean se ovviamente poi Kean starà bene, e si sentirà nelle condizioni di scendere in campo: altrimenti sarebbe inutile schierarlo. La gestione di un giocatore importante coma lui adesso diventa basilare per la Fiorentina, non ci si può permettere di sbagliare. Per una squadra come noi che lotta per la salvezza perderlo in questo finale di stagione sarebbe un grande problema. Piccoli? Secondo me è un giocatore su cui si può puntare, anche solo per l’orgoglio che avrà dentro nel dimostrare che si può meritare questa maglia. Cosa che ultimamente rispetto ha comunque fatto rispetto ai primi mesi”.
“Adesso è tutto nelle mani di Paolo Vanoli”
Ha sottolineato come adesso tutto passi per le decisioni del tecnico: “La gestione dei due attaccanti è nelle mani di Paolo Vanoli, anche se lui sa che sono due situazioni diverse. Kean in forma copre tutto il reparto offensivo da solo, e mancando i giocatori piu pericolosi sulle fasce puoi permettere di giocare palle lunghe su di lui cercando le imbucate dei compagni. Con Piccoli sarebbe ovviamente diverso. Gestire le due punti sarà comunque compito dell’allenatore, che sicuramente ne sa molto piu di noi. Nessuno lo vuole perdere dal punto di vista fisico, chiaramente ci sarà da valutare anche quello che sarà l’aspetto mentale e se sarà riuscito ad uscire da questo buco nero della nazionale: piu segna e meglio starà, questo aiuterebbe tanto la Fiorentina”.
“Il Verona, che sembra spacciato, resta comunque una squadra imprevedibile”
Uno sguardo anche al Verona: “Le squadre cosiddette spacciate, come il Verona, sono sempre imprevedibili. Io ancora mi domando quale logica ci sia stata nel cambiare tutta la rosa a gennaio se poi l'obiettivo - per così dire - rimaneva quello di retrocedere. Contro una formazione virtualmente retrocessa, non è mai semplice giocare poiché i singoli avranno voglia di dimostrare che non valgono la Serie B. Dunque dobbiamo augurarci che la Viola continui a sfruttare l'onda positiva lasciata prima della sosta”.
“Ho la sensazione che Gudmundsson sia il passato della Fiorentina”
Ha poi concluso parlando di Albert Gudmundsson: “La domanda non è se mi aspetto che sia la partita di Gudmundsson, perchè io non mi aspetto che sia la sua partita. Spero che il ragazzo abbia capito che deve giocare a calcio e dare il massimo con la maglia della Fiorentina. Se ci fosse Solomon sarebbe andato a destra per favorire lui sulla destra, ma l’islandese credo che negli ultimi mesi abbia perso posto nelle gerarchie del tecnico, a favore di Parisi, per questo mi aspetto un segnale da parte sua: adesso sta a lui. I colpi ce l’ha, ogni tanto li tira fuori, ma credo che resti ancora una scommessa. Sono convinto che Gudmundsson è un giocatore che a Firenze rappresenta già il passato, per dimostrare il contrario dovrebbe stupirmi di qui a fine della stagione con cose miracolanti”.



