Asmaa Gacem

Quattordici secondi. È la durata dell’audio “rubato”, e pubblicato sui social, finito al centro di una diatriba che, al contrario, va avanti ormai da diverso tempo. I protagonisti sono Antonio Politano, 59enne imprenditore e presidente dell’Ac Prato, e l’ormai ex moglie Asmaa Gacem, 33 anni e grande tifosa della Fiorentina. Il contenuto dell’audio? Secondo quanto riportato dall’ordinanza, il colloquio avrebbe fatto riferimento "a un possibile danno all’immagine dell’ex moglie" a seguito del terremoto societario che l’aveva vista esonerata dalla presidenza dell’Ac Prato, per essere sostituita proprio da Politano.   

Tutto è iniziato alla fine di Marzo

La notizia deflagrò a fine marzo di quest’anno. Asmaa Gacem venne licenziata, a suo avviso, "senza giusta causa" dal nuovo presidente, il proprietario della società che possiede l’A.c. Prato, Finres, ovvero suo marito, Antonio Politano. Il quale aveva addotto motivazioni tecniche per spiegare la sua mossa. Da quel momento, si sono susseguite conferenze stampa, accuse e annunci di guerre a carte bollate. Lo scontro trai due questa volta è arrivato in tribunale.  

La vicenda è finita in tribunale

Politano – assistito dai legali Massimo Aragiusto, Francesca Valleri e Jacopo Corri – ha intentato un ricorso cautelare d’urgenza contro la pubblicazione di un post sull’account social della ex coniuge, che conteneva un audio registrato dalla sorella di quest’ultima, Sophie Gacem, durante un incontro privato avuto con l’uomo a inizio settembre 2026 al caffè Paszkowki di Firenze. La registrazione, per l’appunto della durata di 14 secondi, sarebbe stata effettuata all’insaputa di Politano, per poi finire spiattellata sul profilo Instagram (molto seguito) dell’ex coniuge.  

Dopo mesi arriva un primo verdetto

E una prima battaglia, è stata vinta da Politano. Il giudice della quarta sezione, Massimiliano Sturiale, ha infatti accolto il ricorso del presidente del Prato, ordinando la rimozione entro tre giorni dell’audio dal profilo social della 33enne. Pena, per ogni giorno di ritardo, 50 euro da corrispondere all’ex marito. Il post, ci spiegano i legali della donna, è stato immediatamente rimosso appena notificata la decisione. Nell’ordinanza si spiega che "la pubblicazione della voce non è legittima ai sensi dell’art. 6 del codice della privacy". E la persistente "disponibilità online del file audio determina una lesione attuale e continuata del diritto alla riservatezza, mentre la sua potenziale incontrollata replicabilità e permanenza nella rete espongono il ricorrente all’ulteriore aggravamento del pregiudizio", si spiega nelle carte. 


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