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Alle isole Canarie, un posto in cui qualche anno fa c'era un certo Pedri a illuminare il centrocampo del Las Palmas, si sono sprecate le belle parole d'elogio per Lorenzo Amatucci, centrocampista classe 2004 di proprietà della Fiorentina e che è tornato al Viola Park, in attesa di sapere il suo destino. Ma stavolta, deve ripartire davvero o sarà la volta buona?

Dati eloquenti

Strumentale due stagioni fa alla Salernitana in Serie B, dove ha guidato il campionato in contrasti vinti, classificandosi secondo per intercetti totali e terzo per falli subiti, in quella che era appena la sua seconda esperienza tra i professionisti. Quest'anno, in un campionato come la Serie B spagnola e quindi a lui sconosciuto, ha fatto anche meglio: non solo ha guidato i suoi ad un passo dal sogno promozione - fermatosi solo alla semifinale playoff -, si è riconfermato il giocatore che ha vinto più contrasti in tutto il campionato (81). Per mettere le cose in prospettiva, Amatucci ha realizzato 136 tackle totali prendendo solo 5 gialli: Fagioli, che è colui che ne ha realizzati di più nel centrocampo viola, ne ha invece messi a referto 60, prendendo 7 gialli. Un'evidente carenza di centrocampisti d'interdizione che, almeno stavolta, non sembra aver bisogno di un rinforzo dal mercato.

A caccia di una chance

E non solo, perché Amatucci è stato anche il giocatore che ha subito più falli in tutto il campionato: evidente dunque la sua freddezza in situazioni dove è messo sotto pressione. Doti fondamentali per un centrocampista e che a questa Fiorentina potrebbero certamente fare comodo. Paratici è stato chiaro: con sessanta giocatori a contratto ci sarà da lavorare in uscita; è altrettanto vero, però, che questo ragazzo ha ampiamente dimostrato i suoi meriti. I sacrifici necessari, diciamocelo, sono altri: per questo, l'interessamento del Torino per il ragazzo - sembrerebbe solo in prestito - fa un po' storcere il naso. Onde evitare rimpianti, questa potrebbe davvero essere la sua stagione.


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