I conti sanguinosi, che ne sarà della Fiorentina dei Commisso? C'è il primo banco di prova per darci una risposta

La verità è quando usciranno i conti dell'ultimo anno della Fiorentina (il bilancio) saranno sanguinosi rispetto al passato. Questo, per quanto ci riguarda, conta poco o nulla,andrà peggio a Como e ad altre società importanti che hanno voglia di investire ancora e lo faranno sicuramente. Ma c'è da capire cosa farà invece la Fiorentina di Commisso. Perché se è vero che c'è Joseph adesso, è altrettanto vero che non sappiamo e non conosciamo la strada che hanno deciso di intraprendere dopo la scomparsa di Rocco.
Certo, dalle scelte di Paratici capiremo se il dirigente viola avrà davvero carta bianca su allenatore e settore giovanile, se questi quattro anni abbondanti di contratto porteranno frutti e novità o se, invece, si continuerà come con Pradè. Dove era soprattutto un uomo, non di calcio, a tirare le fila (non diciamo a comandare perché sarebbe ingeneroso ed esagerato) come Ferrari, con i risultati che purtroppo sono sotto gli occhi di tutti.

La prima cartina di tornasole
L'allenatore sarà appunto la prima cartina tornasole. Se rimarrà Vanoli vorrà dire che poco o niente è cambiato. Se si sceglierà una strada diversa e un nome molto più intrigante e altisonante vorrà dire che invece Paratici sta invertendo la rotta. Ben sapendo che il prossimo mercato sarà molto complicato. Con qualche plusvalenza da fare (ma quale?), con tanti soldi da tirare fuori per forza per giocatori deludenti (come Fabbian e Brescianini) con il nodo Kean da sciogliere velocemente, che pesa tantissimo anche dal punto di vista degli ingaggi. Insomma, la prossima settimana ci sarà delle risposte importanti dal punto di vista tecnico e strategico.
Un'altra stagione di passione
La sensazione, lo diciamo subito, è che sarà un'altra stagione di passione, non in senso positivo, e che l'obiettivo sarà quello di tornare tra il settimo e il decimo posto, niente di più. Sinceramente, dalla famiglia Commisso, ci aspetteremmo molto di più. Dopo tutti questi anni, o si spinge sull'acceleratore (spendendo magari gli stessi soldi, ma investendoli meglio e su persone più qualificate), oppure davvero sarebbe il caso di passare la mano.
Sarà l'anno del centenario, ci avviciniamo ad un Franchi finalmente diverso e migliore (anche si ci vorranno ancora anni), Firenze merita di più. E soprattutto merita gente di calcio, che mastichi calcio, con le mani libere e la possibilità di operare in autonomia.



