Parisi: "Fiorentina, 10 milioni li hai spesi bene per me. Mi vedo ancora a lungo a Firenze. Pioli? Non è stata solo colpa sua"

Fabiano Parisi, terzino e esterno della Fiorentina, ha parlato al Corriere dello Sport-Stadio, intervenendo su vari temi della stagione a Firenze, tra alti e bassi vissuti prima con Pioli e poi con Vanoli.
L'andamento della stagione
“Con Pioli non lo so cosa è successo di preciso, sicuramente non è stata colpa dell’allenatore ma di tutta la situazione che si era venuta a creare. Idem per quanto mi riguarda: si è trattato di una scelta di Pioli che mi aveva messo un po’ da parte preferendo Fortini. Ho accettato e sono andato avanti per farmi trovare pronto”.
La svolta
“Il cambio di sistema di gioco è stata una chiave, ma tutto è nato dalla possibilità di avere gli esterni che possono saltare l'uomo e offrono soluzioni offensive. La stagione è cambiata lì, da quando abbiamo adottato il nuovo modulo, possibile grazie all'arrivo di Solomon e Harrison. Dopo la gara persa in casa contro il Verona non ci siamo detti nulla, perché c'era un silenzio quasi irreale. Sui volti di ognuno di noi si leggeva tensione. A livello mentale è molto difficile modificare e stravolgere in corsa gli obiettivi. E poi il debutto del 4-1-4-1 contro l'Udinese. Abbiamo fatto una settimana di ritiro per una partita che si doveva vincere e basta. L'espulsione di Okoye ci ha facilitato il compito, ma siamo stati bravi a fare quello che ci eravamo ripromessi. Il caso della mia simulazione? Episodi del genere nel calcio ci sono tutte le domeniche, poi ovviamente i social amplificano, ma io penso a giocare e a concentrarmi sul presente. Comunque non sono stato d’esempio e mi è servito di lezione”.
Su di lui e il futuro
"10 milioni spesi per me? Sì, la Fiorentina li ha spesi bene. Fin dal primo giorno sono felice di essere in un club così importante, di far parte di questa famiglia. Futuro? Ho rinnovato la scorsa estate fino al 2029, ma mettendo insieme le ambizioni mie con quelle della società posso guardare avanti per un futuro comune ancora più lungo".


