Conte rivela: "Scelsi il Tottenham anche per Paratici. Futuro? Vorrei un club per rispolverarne la storia"
Al The Athletic ha parlato Antonio Conte, allenatore attualmente senza squadra, che ha ricordato anche il suo arrivo al Tottenham di Paratici.
L'arrivo a Londra
"Sono andato al Tottenham con l'ambizione di dare una svolta alla situazione. In parte perché lì c'era Paratici. Quando sono arrivato, erano noni. Abbiamo finito al quarto posto, superando l'Arsenal"
Sul futuro
Se vai in un club la cui storia parla da sé, una storia fatta di trofei, titoli di campionato e vittorie, puoi onorare quella storia in un solo modo: avendo l'ambizione di riportare quel club ai fasti di un tempo, se non ci è già, per lottare per quegli obiettivi. So benissimo che solo una squadra può vincere ogni anno, ma devo portare nel cuore e infondere nei cuori dei tifosi, dei miei giocatori e dei miei dirigenti quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: 'Cavolo, possiamo vincere'. “Anche quell'uno per cento... ma deve essere un uno per cento che può diventare il 70, l'80 o persino il 100 per cento. Dipende da come lo comunichi. L'allenatore è importante, perché trasmette quel messaggio, giorno dopo giorno. Interagisce quotidianamente con tutti: con il suo staff, il massaggiatore, il magazziniere, il fisioterapista, il giardiniere... Tutte persone che devono essere coinvolte e sentirsi parte della spinta a fare la storia, e la storia si fa solo vincendo. Ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club per rispolverare quella storia e farla risplendere ancora una volta. Club in cui c'è pressione, dove, in fin dei conti, sai benissimo che non ci vai solo per partecipare, ma per competere”.



