Dove sono finiti i protagonisti di Inter-Fiorentina 1-4: undici anni dopo, il calcio ha cambiato tutto
Il 27 settembre 2015 San Siro fu teatro di una di quelle serate che, almeno per una notte, sembrano poter cambiare gli equilibri di un campionato. La Fiorentina di Paulo Sousa dominò l’Inter con un 4-1 netto, quasi sorprendente per come maturò, lasciando i nerazzurri senza risposte e dando ai viola la sensazione di essere pronti a qualcosa di grande.
Undici anni dopo, guardando dove sono finiti i protagonisti di quella partita, la sensazione è molto diversa. Il calcio, come sempre, ha preso altre strade. E lo ha fatto in fretta.
Chi è ancora in campo, ma lontano da quella notte
Tra i giocatori ancora attivi, la geografia è completamente cambiata rispetto a quella Serie A di metà anni Dieci.
Ivan Perišić è forse il nome più rappresentativo: oggi al PSV Eindhoven, è uno dei pochi che ha davvero costruito una carriera di altissimo livello, vincendo ovunque sia passato.
Mauro Icardi, autore del gol nerazzurro quella sera, è oggi al Galatasaray. Continua a segnare con continuità, ma la sua traiettoria si è progressivamente allontanata dai riflettori principali del calcio europeo.

Geoffrey Kondogbia gioca al Marsiglia: solido, affidabile, ma mai diventato quel centrocampista dominante che sembrava poter essere all’Inter.
Alex Telles è tornato in Brasile, al Botafogo. Gary Medel ha chiuso il cerchio in Cile, all’Universidad Católica. Carriere lunghe, rispettabili, ma ormai lontane dal grande calcio europeo.
Tra Spagna e ritorni alle origini
Anche sul fronte viola le strade si sono divise in modo netto.
Matías Vecino e Marcos Alonso si ritrovano oggi al Celta Vigo, dopo percorsi molto diversi: uno passato anche dall’Inter, l’altro tra Chelsea e Barcellona. Due carriere importanti che si incrociano nella fase finale.

Josip Iličić, probabilmente il talento più puro di quella partita, ha scelto un ritorno alle origini: oggi gioca al Koper, in Slovenia. Una chiusura lontana dai riflettori, ma coerente con il suo percorso.
Facundo Roncaglia è svincolato, mentre altri hanno già lasciato il calcio giocato.
Chi ha smesso e chi è rimasto nella memoria
Una buona parte dei protagonisti di quella sera ha già appeso gli scarpini al chiodo. Samir Handanović, Borja Valero, Rodrigo Palacio, Felipe Melo, Miranda: nomi che hanno segnato un’epoca e che oggi vivono il calcio in altre forme, oppure lontano dai riflettori.
Milan Badelj, Jakub Błaszczykowski e Ciprian Tătărușanu hanno chiuso le rispettive carriere, ognuno con il proprio percorso, ma tutti con una lunga storia alle spalle.

E poi c’è Davide Astori. Capitano della Fiorentina negli anni successivi, scomparso nel 2018. Il suo nome esce da qualsiasi elenco, perché la sua storia va oltre il campo.
La lezione di quella notte
Quella Fiorentina sembrava pronta a esplodere. Non è mai successo. Quell’Inter appariva in difficoltà, e pochi anni dopo avrebbe vinto lo scudetto con Antonio Conte.
Nessuno, quella sera, è diventato davvero il dominatore che si poteva immaginare. Qualcuno ci è andato vicino, molti si sono fermati prima.
È forse questa la lezione più onesta che il calcio lascia: una partita non è mai davvero un inizio. È una fotografia.



