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Fabio Paratici
Fabio Paratici. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

A poco più di due mesi dall'insediamento ufficiale all'interno della Fiorentina di Fabio Paratici, e a tre dalla conclusione di un mercato che potremmo definire ‘promiscuo’, un primo bilancio lo si può già fare e non è certo lusinghiero: dinamiche e linee d'azione hanno rispecchiato perfettamente il recente passato Pradeiano

Le specialità della casa

Abbiamo un po' tutte le specialità della casa: dal giocatore acciaccato e neanche lontanamente pronto (Rugani) a quello fuori ruolo (Fabbian) a quelli strapagati (15 milioni proprio per Fabbian ma anche per lo stesso Brescianini rischiano di diventare salassi veri e propri). E ovviamente la provenienza comune: la Serie A, perché non s'avesse a provare il brivido di scoprire cosa c'è al di là delle colonne d'Ercole.

Le eccezioni

Uniche eccezioni restano Harrison e Solomon, sui quali è verosimile credere che qualcosa di suo Paratici l'abbia messo. Quantomeno su entrambi non vigono obblighi pesanti di riscatto e la Fiorentina potrà decidere con calma cosa farne. L'israeliano è l'unico ad aver dato un contributo tangibile, almeno fino all'infortunio (sul cui recupero vige il classico mistero). Il problema è che la società viola rischia di aver già compromesso buona parte del budget con i suddetti riscatti: che siano strascichi di gestione Pradeiana (o Gorettiana) o meno, da un personaggio come Paratici è lecito e obbligatorio attendersi molto di più e molto di diverso. Appena si potrà tirare fuori la testa dal famoso carro armato.


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